Atri, lo scontro sulla scuola non si placa
I genitori: no ai lavori con i bimbi in classe. Il progettista: non c’è pericolo, nessuno va trasferito
ATRI. Non si placano le polemiche alle scuole elementari di Atri. Non è bastato il recente confronto con i genitori tenutosi in Comune a soffocare le proteste.
Il comitato “Genitori scuole Atri” torna all’attacco. «Ci siamo riuniti nuovamente», si legge in una nota, «per affrontare il problema della sicurezza nelle scuole della nostra città. Questa amministrazione deve capire che sta sbagliando e che noi genitori non siamo disposti minimamente a mettere a rischio la vita dei nostri figli. Riteniamo sia impensabile nonché pericoloso che i lavori di messa in sicurezza vengano effettuati sulla struttura portante dell'edificio mentre i bambini sono all'interno dello stesso. Ci adopereremo in tutti i modi affinché l'amministrazione comunale proponga una soluzione alternativa individuando altre strutture che possano ospitare i nostri figli per le lezioni». I genitori segnalano anche che le due porte d’emergenza della scuola materna di viale Umberto I sono posizionate nel senso contrario. Il comitato aggiunge: «Siamo irremovibili e tenaci nel chiedere con insistenza che tecnici esterni qualificati intervengano tempestivamente a visionare tutti gli edifici scolastici del Comune».
Ieri è arrivata la risposta del Comune di Atri in una nota in cui interviene il responsabile sicurezza e progettista della struttura di viale Umberto I ad Atri, Ermino De Lauretis, che sostiene: «In alcuni articoli sono state riportate molte imprecisioni ed è importante spiegare bene qual è realmente la situazione. L'intervento che verrà effettuato nella struttura di viale Umberto I non richiede di trasferire i ragazzi dato che non si tratta di lavori legati alla struttura portante. Verrà rimosso l'intonaco, verrà sistemato uno spessore di calcestruzzo armato di 5 cm con rete e gli spessori interni ed esterni verranno resi solidali l'un con l'altro. Non trattandosi di interventi pericolosi non è necessario spostare i ragazzi che saranno sistemati tutti nell'ala non interessata ai lavori. Preciso inoltre», aggiunge De Lauretis, «che la struttura sarà sicura nel caso di nuovi terremoti. Se ce ne fossero di superiori ai 6 gradi della scala Richter, cosa che non dovrebbe verificarsi in un territorio come il nostro che è di terza categoria, potrebbero crearsi lesioni nella zona di separazione tra l'area interessata all'intervento, che sarà più rigida, e l'altra ala. Questo non significa che la struttura non reggerebbe».
Nella nota interviene anche la dirigente dell'istituto Iolanda Iannetti, in particolare sulla problematica legata alle porte di emergenza: «Nel precedente piano di evacuazione - precisa - la scuola dell'infanzia utilizzava entrambe le vie di fuga posteriori, una per ciascuna ala dell'edificio. Nel momento in cui inizieranno i lavori di messa a norma antisismica, una di queste uscite posteriori non sarà disponibile perché situata nell'ala interessata all'intervento e l'altra dovrà essere utilizzata da un numero maggiore di allievi del primo piano. Per questo il nuovo piano di evacuazione prevede che i bambini dell'infanzia escano verso l'atrio utilizzando entrambe le uscite poste lungo i corridoi, per le quali è stato chiesto al Comune un adeguamento del verso di apertura».
Domenico Forcella
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