Atri, mancano i pediatri di base Tutti rifiutano l’invito della Asl

2 Ottobre 2020

Appello del sindaco al direttore generale: «Dopo i pensionamenti la situazione è diventata critica» Di Giosia: «In attesa dell’incarico definitivo autorizzeremo i medici a sforare il tetto di 800 assistiti»

ATRI. Non si trovano pediatri di base che vogliano prestare servizio ad Atri. E’ questo il risvolto della lettera che il sindaco Piergiorgio Ferretti ha inviato ieri al direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia segnalandogli «la grave problematica relativa alla carenza di pediatri di base nel Comune di Atri. Già dall’anno scorso si è verificato un grave disagio conseguente al pensionamento del dottor Francesco Brandolini al quale ha fatto seguito l’ulteriore pensionamento della dottoressa Rosetta Maiorino previsto per la data odierna che andrà a peggiorare la situazione di carenza relativa all’assistenza pediatrica».
Una situazione ben presente al direttore generale: «Ne siamo a conoscenza, tanto che martedì abbiamo convocato i pediatri dell’elenco Asl per un incarico provvisorio, ma nessuno si è presentato». «Subito dopo abbiamo fatto la stessa convocazione a livello regionale, ma anche in questo caso nessuno si è presentato», aggiunge Valerio Profeta, direttore del dipartimento di medicina territoriale, «ora va fatta una pubblicazione straordinaria per l’incarico definitivo: va autorizzata dalla Regione dopo aver esperito tutti i precedenti passaggi». Una procedura che richiederà qualche tempo. E peraltro è previsto un altro pensionamento dal 1° novembre. «Ma nel frattempo», aggiunge Di Giosia, «il servizio non resterà certo scoperto: assegneremo i pazienti ai pediatri già in servizio autorizzandoli a sforare il numero degli assistiti, ovviamente dopo aver chiesto la loro disponibilità. Purtroppo si tratta di procedure complicate». I pediatri di base possono avere al massimo 800 assistiti più 80 per i cosiddetti riconoscimenti familiari: la Asl li autorizzerà ad arrivare a mille o più.
Così la Asl conta di risolvere una situazione che, sottolinea Ferretti, «è divenuta oggettivamente critica e sta causando, sin d’ora, disservizi consistenti nella mancata programmazione delle visite pediatriche a discapito delle famiglie del territorio che stanno subendo conseguentemente gravi effetti negativi in termini di assistenza». Ferretti poi fa notare che il Comune ha dato la disponibilità di locali per ospitare il pediatra che dovrebbe operare in sostituzione temporanea e che il Comune di Atri è l’unico in Abruzzo con popolazione superiore ai 10mila abitanti a non avere nessun pediatra di libera scelta con ambulatorio che insiste nella città a prescindere dall’ambito territoriale. Da qui il sollecito alla Asl, anche in riferimento alla pandemia in corso, perchè il nuovo pediatra abbia anche l’obbligo di avere l’ambulatorio ad Atri.
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