Atri, nasce il servizio di ecoendoscopia

Il 16 novembre arriva il responsabile Carmelo Barbera: sarà l’unico del genere in tutto il Centro Sud
ATRI. Arriverà il 16 novembre ad Atri Carmelo Barbera, che sarà a capo via ufficialmente dell’unità operativa semplice di ecoendoscopia all’ospedale San Liberatore di Atri. A dare l’annuncio è il consigliere regionale Luciano Monticelli, che si dichiara soddisfatto del processo di rilancio del San Liberatore.
Il servizio assicurerà – oltre all’encodoscopia tradizionale – una metodologia che nessun altro ospedale fornisce nel Centro Sud. «L’ecoendoscopia», spiega meglio Barbera, «è una metodica ibrida, presente a macchia di leopardo nel Nord Italia e mancante al Centro-Sud. Grazie ad essa, è possibile procedere alla diagnostica e stadiazione di tutti i tumori dell’apparato digerente, soprattutto per ciò che concerne pancreas e fegato. Una specializzazione tipica dei centri di eccellenza, che farà del San Liberatore una punta di diamante del territorio teramano».
La metodica in questione consente numerose applicazioni. «Una fra tutte», continua Barbera, «riguarda la possibilità di andare oltre gli approfondimenti diagnostici tipici, ad esempio, della Tac, perché consente di effettuare anche una agobiopsia, dunque un vero e proprio esame istologico». Non solo. Ad Atri, grazie alla ecoendoscopia sarà possibile procedere anche con l’implementazione dello screening del tumore del colon: una opportunità che si tradurrà in un aumento di pazienti che potranno usufruire della diagnosi precoce.
«Possedere una Unità di questo genere», sottolinea Monticelli, «in un contesto nazionale nel quale tale metodologia ibrida è poco presente significherà molto per l’ospedale di Atri: da una parte sarà possibile ostacolare la migrazione di pazienti verso altri centri, dall’altra farà di questo nosocomio una forza attrattiva per altre regioni. Mi preme ringraziare il dottor Candeloro Baldassarre che finora ha egregiamente gestito da solo il servizio di endoscopia digestiva. Completiamo oggi il ventaglio delle prestazioni offerte dalla gastroenterologia e forniamo un ulteriore supporto per le indagini al I livello nello screening oncologico. Da questo momento sarà possibile fare ad Atri ciò che in altri luoghi manca: un bel passo in avanti per una sanità attenta alle esigenze della popolazione». Monticelli sottolinea anche un altro aspetto. «Dopo i rinforzi che negli scorsi mesi hanno visto arricchire lo staff di pediatria, oculistica e urologia di nuovi medici e la nascita dell’unità operativa semplice dipartimentale di urologia e andrologia, il nosocomio atriano aggiunge oggi un tassello in più: una struttura ex novo, indipendente dalla unità operativa complessa di Teramo alla quale finora aveva fatto riferimento e che, proprio per questo, è una grande conquista».

