Atri, no di Italia Nostra al parcheggio multipiano

ATRI. Ad Atri si accende un confronto sulla necessità di costruire un parcheggio multipiano in centro. Dopo il piano soste annunciato giorni fa dal Comune, che prevede di sfruttare non solo le aree...
ATRI. Ad Atri si accende un confronto sulla necessità di costruire un parcheggio multipiano in centro. Dopo il piano soste annunciato giorni fa dal Comune, che prevede di sfruttare non solo le aree adiacenti alle mura ma anche la realizzazione di 200 stalli al posto del palazzo Inps, che sarebbe spostato altrove, interviene a gamba tesa il presidente della associazione ambientalista locale “Italia Nostra” Domenico Zenobio che in una nota scrive: «Il multipiano è una proposta vecchia e datata, sulla quale abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra motivata contrarietà poiché l’eventuale realizzazione di siffatta opera contribuirebbe ad attirare ancor più il traffico automobilistico proprio a ridosso del centro storico, con le inevitabili conseguenze negative che tale fenomeno comporta sulla salubrità e sulla vivibilità dell’ambiente». Italia Nostra lancia una proposta: «Sul problema dei parcheggi in Atri, abbiamo più volte ribadito che, per consentire la sosta di tutti i cittadini che quotidianamente si recano in centro storico con le proprie autovetture, sarebbe sufficiente trasformare la maggior parte degli stalli di sosta a tempo indeterminato in parcheggi a tempo limitato. Ciò è confermato dalla constatazione che, anche negli affollati giorni di mercato, si trova comunque posto. Ai residenti non provvisti di una rimessa auto andrebbero invece assegnati, attraverso una procedura pubblica, degli stalli dietro corresponsione di un canone adeguato, come accade in tante altre città in Italia. Quest’ultima soluzione favorirebbe, tra l’altro, il sempre auspicato ripopolamento del centro storico». Zenobio infine evidenzia un probabile impedimento oggettivo per l’uso dell’edificio Inps in largo Mandocchi: «Il parcheggio multipiano non può essere dislocato li poiché ci risulta che la zona in questione abbia messo in evidenza resti di una linea di acquedotto di epoca romana, che andrebbero irrimediabilmente distrutti con la realizzazione dell’opera. La soluzione parcheggi sarebbe quella di usare l’area Fosso della Stufa, con un progetto da redigere in sinergia con la Sovraintendenza alle belle arti».
Sulla questione il neo assessore ai lavori pubblici Domenico Felicione avverte: «Non sarà realizzato alcun ecomostro, gli ingressi al multipiano saranno a raso. Sono pronto ad accogliere e valutare ogni suggerimento proveniente da uffici tecnici e associazioni per studiare soluzioni idonee per il bene della città, non scartando l’ipotesi di utilizzare l’area del Fosso della Stufa».(d.f.)
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