Atri ospedale Covid, il sindaco «Servono sicurezza e personale»

Ferretti scrive a Regione, Asl e prefetto: «Non ci tiriamo indietro ma vogliamo rassicurazioni» Il sindacato Nursing Up: «Non ci sono mascherine e guanti per gli operatori sanitari in tutta l’azienda»
TERAMO. Sono ufficialmente quattro i casi di pazienti con coronavirus ricoverati in provincia di Teramo. I due nuovi casi riguardano una 96enne della provincia dell'Aquila domiciliata a Silvi e l’uomo 71enne proveniente da Crema che all’inizio del mese con la moglie si è trasferito nella casa a Giulianova e che ormai da qualche giorno è ricoverato nel reparto malattie infettive del Mazzini ma fino a ieri solo come caso sospetto.
ATRI OSPEDALE COVID. Sull’individuazione da parte della Regione del San Liberatore come ospedale Covid-19 interviene il sindaco Piergiorgio Ferretti che vuol sapere innanzitutto quali misure di sicurezza verranno adottate per operatori sanitari e pazienti. Questo sia per i protocolli operativi che per i dispositivi di protezione individuali. La richiesta di risposte è indirizzata alla Regione, alla Asl, al presidente del comitato ristretto dei sindaci, Gianguido D’Alberto e al prefetto di Teramo, Graziella Patrizi. Ferretti chiede poi notizie su un potenziamento dell’organico «anche in considerazione del fatto che tale emergenza richiede la presenza di personale specialistico non presente attualmente nel presidio ospedaliero di Atri». Il sindaco fa riferimento al «senso di responsabilità ci impone di collaborare con le autorità sanitarie per fronteggiare questa emergenza, ma resteremo vigili sulla gestione e organizzazione del presidio».
DISPOSITIVI DI SICUREZZA. I sindacati tornano a protestare per la scarsità di dispositivi di sicurezza forniti al personale nei quattro ospedali. E’ la volta del Nursing-Up Abruzzo. Enzo Cafarelli denuncia che mancano le mascherine Ffp3, Ffp2, gel disinfettante a base di alco, camici mono uso ed altri Dpi (dispositivi di protezione individuale). Ci sarebbe «una totale assenza dei Dpi individuali, la farmacia ospedaliera ne è sfornita, oltre al fatto che bisogna firmare giornalmente la consegna della mascherina chirurgica al fine di evitare eventuali sprechi, con la speranza che non si sporchi, perchè altrimenti significa lavorare senza». Tutto questo, fa notare Cafarelli, ancor più all’ospedale-Covid di Atri. Al San Liberatore, peraltro, si segnalano problemi anche per l'impresa di pulizia: gli operatori «sono costretti a chiedere guanti e mascherine a medici ed infermieri, e giustamente non sempre è possibile ricevere queste attrezzature. Dopo le numerose richieste al titolare della cooperativa, il quale non sembra per nulla interessato alla vicenda, i materiali non vengono forniti», segnala il personale.
DONAZIONI. L’Ordine degli ingegneri di Teramo ha contribuito alla raccolta fondi per la Asl devolvendo la somma di 1.500 euro alla sottoscrizione avviata dalla Rianimazione cardiochirurgica per l’acquisto di attrezzature. Ieri sera la raccolta fondi avviata sulla piattaforma “gofundme” aveva superato i 60mila euro, a cui vanno aggiunte le donazioni che si possono fare sull’Iban.
PRE-TRIAGE e GRAVIDANZA. Il reparto di ostetricia e ginecologia di Teramo mette a disposizione delle donne in gravidanza il numero 3347427106 che, attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, servirà da mini Cup per appuntamenti e per dare risposte a tutte le future mamme. Inoltre sabato sera i vigili del fuoco hanno portato con un bilico davanti all’ingresso del pronto soccorso del Mazzi ni un container che servirà per potenziare il pre-triage e ridurre ancora di più le occasioni di contagio.
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