Atri, per il commissariato spunta l’ex orfanotrofio

La proposta fatta dal sindaco Ferretti per la nuova sede del presidio di polizia Se n’è parlato in un incontro in prefettura dove c’era anche il Comune di Roseto
ATRI. L’amministrazione comunale di Atri ha lanciato una nuova proposta per ospitare la sede del commissariato di polizia: i locali dell’ex orfanotrofio Ricciconti. Lo ha fatto il primo cittadino Piergiorgio Ferretti nel corso di una riunione che si è svolta ieri mattina in prefettura nell’ambito del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico.
All’incontro hanno partecipato anche il sindaco e il vice sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo e Simone Tacchetti che, dal canto loro, hanno rilanciato la proposta di alcuni locali di proprietà dell’ente nell’ex edificio Monti per ospitare il commissariato. Nonostante il tema di attualità e particolarmente caro alla collettività visto che si parla di questioni che attengono alla sicurezza pubblica, nessuno dei tre amministratori pubblici ha voluto parlare dell’incontro trincerandosi dietro un «no comment». Questo dopo che, appena poche settimane fa, il paventato trasferimento del commissariato a Roseto ha sollevato accese polemiche. I locali che attualmente ad Atri ospitano gli uffici del commissariato da tempo non sono più idonei. L’amministrazione comunale, prima del palazzo Ricciconti, ha lanciato la proposta di trasferimento nell’ ex pretura. Questo, ha sempre sostenuto, nell’attesa che lo stesso ente costruisca il nuovo commissariato nell’area del palasport crollato, una palazzina già finanziata dalla Regione destinata inizialmente al centro comunale per le emergenze. A marzo i sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap, Fsp e Coisp in una nota si sono schierati per il trasferimento a Roseto della sede del commissariato accusando il sindaco Ferretti «di voler nascondere, anche in spregio della dignità dei colleghi, gli esatti termini di una vicenda caratterizzata dal disinteresse degli amministratori locali che si sono succeduti e che ha visto costretti gli operatori di polizia a lavorare da anni in condizioni disastrose».(d.p.)
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