Atri recupera i casolari dismessi

Progetto del Comune per darli in concessione e collegarli con percorsi ciclabili
ATRI. Percorsi in mountain bike e a piedi tra le vecchie strade collinari per collegare gli antichi casolari. È una delle iniziative che ha in cantiere il Comune di Atri, che mira a rivalutare le case coloniche sparse nelle fasce collinari di Atri capoluogo e nelle frazioni di Fontanelle, Santa Margherita, San Giacomo. Obiettivo: creare un turismo di nicchia che sappia apprezzare la natura e la storia della città ducale.
L’assessore all’urbanistica e al verde Alfonso Di Basilico ha detto: «Il nostro patrimonio rurale diventerà un volano per l’economia considerando che c’è un piano diretto a ristrutturare le vecchie case rurali, che potranno essere riportate alle originarie destinazioni d’uso, il fine è ripristinare spazi dedicati all’artigianato locale e alle produzioni autoctone. Abbiamo mappato le varie realtà presenti e stiamo progettando il ripristino di sentieri non più percorribili, ricollegandoli tra loro e con le varie aziende dismesse che spesso hanno attorno vigneti e frutteti abbandonati ma ancora con tante potenzialità. Ci sono ad esempio dei terreni dove sono cresciuti piccoli alberi di querce che hanno favorito, con il microclima, la nascita di tartufi, e poi ci sono dei boschi naturali, come i pioppeti che costeggiano il Vomano. Vogliamo riscoprire la vocazione del nostro territorio».
L’amministrazione comunale ha di recente aderito all’iniziativa “Sibater”, ossia Banca della Terra, cofinanziata con fondi strutturali e di investimento europei. A breve sarà aperto un bando per favorire la presentazione di progetti di sviluppo di casolari da parte di soggetti che non abbiano superato i 40 anni. Effettuata la selezione i beni saranno assegnati in concessione per un periodo minimo di 10 anni circa. I vantaggi saranno doppi. Il proprietario delle abitazioni potrà ottenere il pagamento di un canone prefissato e i giovani potranno creare impresa, aprire aziende agricole, coltivare i terreni incolti e creare un indotto turistico. L’obiettivo dell’amministrazione è seguire l’esempio di tante località, soprattutto della Toscana e delle Marche, che negli ultimi tempi hanno incrementato lo sviluppo turistico proprio attraverso la valorizzazione di vecchi casolari oggi acquistati da molti stranieri. ( d.f.)
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