Atri, scontro politico sull’illuminazione

L’opposizione vuole la convocazione di un consiglio comunale sull’affidamento alla Ottima srl
ATRI. L’opposizione di Atri chiede la convocazione di un consiglio comunale per far chiarezza sull’ affidamento alla ditta “Ottima srl” della gestione della pubblica illuminazione. La richiesta è stata firmata dai consiglieri Ugo Giuliani e Alfonso Prosperi di “Prima Atri”, e da Giammarco Marcone e Paolo Basilico di “Atri civica”. I consiglieri chiedono «spiegazioni del perché l’amministrazione comunale ha riconosciuto una maggiore somma, pari a circa 50mila euro annui per 421 punti luce nuovi» e ripercorrono l’iter della vicenda. «Con istanza di accesso agli atti dello scorso luglio richiedevamo copia del bando e della convenzione per l’affidamento del servizio. Con successiva istanza di accesso agli atti del 23 luglio il gruppo “Prima Atri” richiedeva copia della relazione di tutta la produzione documentale fornita dalla Provincia di Teramo al Comune di Atri in relazione al progetto denominato “Paride”, l’ indicazione del costo dell’illuminazione sostenuto dall’ente negli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 e la indicazione del costo dell’illuminazione sostenuto dall’ente (previsione) per l’anno 2018. Non abbiamo avuto di ciò nessun riscontro». Nel documento si legge inoltre che «con successiva istanza di accesso agli atti del 9 agosto scorso si chiedeva la copia della delibera di consiglio comunale n. 38 del 05/10/2015 comprensiva di tutti i relativi allegati, con la quale è stato approvato il progetto preliminare, proposto dal promotore, per la gestione degli impianti di pubblica illuminazione e di illuminazione degli edifici di proprietà comunale o in uso tramite project financing. Anche qui dal Comune nessun riscontro». I consiglieri di minoranza chiedono inoltre chiarimenti sul fatto che sarebbe stata riconosciuta una somma aggiuntiva in favore della Ottima srl in relazione a punti luce già presenti ed erroneamente non computati dall’azienda. «Alla luce di queste argomentazioni»; conclude la minoranza, «appare inoltre necessario verificare se l’amministrazione comunale abbia rispettato le linee guida dettate dall’Anac per stimare il valore dell’appalto, al fine di evitare un artificioso frazionamento dello stesso, effettuare le indagini di mercato nella scelta degli operatori economici, eseguire la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici, stabilire le modalità di rotazione degli affidamenti, attuare le verifiche sull’affidatario scelto senza gara». (d.f.)
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