Atri, sette ore di attesa per un ricovero

Mancano i posti, anziana paziente costretta ad aspettare a lungo. Non si trovava un letto neanche negli altri ospedali
ATRI. Sette ore di attesa prima di trovare posto in ospedale. Tanto è durata l’affannosa ricerca di un posto letto per un’anziana paziente arrivata al San Liberatore di Atri con un’insufficienza renale, una patologia che non le permetteva di essere semplicemente “appoggiata” a un reparto qualunque, avendo necessità di cure specifiche e monitoraggio costante.
A raccontare la piccola odissea dell’anziana paziente è la figlia, Ivana Rabottini, residente a Silvi. «Ho portato mia madre all’ospedale alle13 e abbiamo dovuto aspettare fino alle 20 per trovare un posto letto». Ma la donna non se la prende con la struttura sanitaria atriana, tantomeno col personale, al contrario: «Dal primo operatore all’ultimo sono stati tutti eccezionali. Hanno cercato un posto in qualche ospedale abruzzese, ma non si trovava da nessuna parte». Ad Atri era tutto pieno e anche al pronto soccorso c’era una situazione difficile visto che –racconta ancora la signora Rabottini – erano arrivate tre persone con l’infarto. «Si è dato da fare soprattutto un medico del pronto soccorso», fa sapere ancora la donna, «che ha fatto di tutto per trovare un posto adatto per mia madre, in medicina». Ma ci sono volute sette ore di attesa prima che si riuscisse a liberare un letto per l’anziana paziente. «Ho chiesto ai medici: ma come fate a lavorare in queste condizioni difficili?», dice ancora la donna di Silvi, «e sapete cosa mi hanno risposto? Che la colpa è dei politici che non si rendono conto dei veri problemi della sanità. Il vero malato non è la sanità, ma quelli che ci governano», conclude la donna, esasperata dalle difficoltà incontrate per poter ricoverare la madre.
Un episodio che mette in evidenza, ancora una volta, la difficile situazione degli ospedali che, come quello di Atri, hanno avuto dei ridimensionamenti negli ultimi tempi. A cominciare dalla chiusura del punto nascita nel novembre scorso, una decisione invano contrastata dall’amministrazione comunale di Atri, da una parte del mondo politico locale e regionale e dai comitati di cittadini che hanno provato a bloccare la chiusura attraverso manifestazioni di piazza e ricorsi al Tar . (e.a.)
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