Atri si è fermata per dire addio a Luca

28 Gennaio 2016

Duomo stracolmo per il funerale del ragazzo morto dopo due anni di calvario, letta una toccante lettera degli amici

ATRI. C'erano i fiori, bianchi e blu, teneri e delicati; c'era la maglietta della squadra di calcio con cui giocava, la Bdr di Atri; c'era una sua foto sorridente, scattata prima dell'incidente che ha segnato il suo destino e un'altra che lo ritrae di un momento di festa circondato dai suoi amici durante la riabilitazione. Sulla bara di Luca Iezzi - il ragazzo di 28 anni che a seguito di un incidente stradale avvenuto nel novembre del 2013 ha lottato a lungo per poter riprendere a vivere sopportando operazioni, riabilitazioni e cure costosissime, prima che un’infezione sopraggiunta qualche giorno fa lo portasse via - c'era tutto questo.

Intorno a lui, nel duomo di Atri, dove è stato celebrato il rito funebre, c'erano amici, parenti e tantissimi cittadini che hanno voluto dimostrare vicinanza e affetto alla famiglia. Soprattutto alla madre Maria che, insieme all'altro figlio Domenico, ha vissuto due anni terribili senza perdere mai la speranza della guarigione. Per Luca, che nell'incidente riportò un grave trauma cranico, hanno tentato ogni strada. Ospedali italiani prima e strutture specializzate in Austria poi, per poter tornare a una vita normale. Una storia molto sentita in città, una realtà che ha partecipato a raccolte fondi per pagare le cure con una serie di iniziative: cene, concerti e gare sportive. Don Giuseppe, che ha celebrato la messa assieme ad altri cinque sacerdoti, ha sottolineato questo aspetto: «Vedere questa cattedrale piena dà la percezione del tanto affetto che Luca ha saputo conquistarsi e di quanto sia stato amato».

Era un ragazzo socievole, dotato di una grande sensibilità, attivo nel teatro, nello sport, nell'associazionismo. Dal 2004 è stato volontario della sottosezione dell'Unitalsi di Atri, presente in cattedrale con una delegazione. Un ragazzo generoso, legato alla famiglia e agli amici. Che erano lì. Tutti. Stretti in abbracci e con gli occhi lucidi. La bara di Luca è stata portata fuori dalla cattedrale dai compagni di squadra. Ad attenderlo palloncini bianchi lasciati liberi di volare in cielo e la musica. Accompagnati da una chitarra, gli amici più cari hanno letto una commovente lettera. Diretta e toccante: «Luca hai lasciato un grande vuoto, ci consola pensare che ora stai bene, hai ritrovato il tuo papà, ma ci mancherai tanto. I nostri cuori sono pieni di ricordi, saranno sempre pieni di te. Ciao Luca, gli amici di sempre». Poi la bara, sollevata sempre dagli amici, ha svoltato l'angolo in una processione verso il cimitero lasciando una piazza vuota con uno striscione sulla facciata del teatro in cui si legge: "Ciao Luca". Il saluto della sua città. La messa di riuscita si terrà oggi alle 18 in cattedrale.

Evelina Frisa

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