Atri, un progetto per i casolari abbandonati

L’assessore Di Basilico incontra alcuni giovani imprenditori: «Una grande occasione di sviluppo»
ATRI. Presto le cascine abbandonate sulle colline di Atri diventeranno laboratori artigianali per la riscoperta degli antichi mestieri. Il progetto lanciato dall’amministrazione comunale di Atri entra nel vivo e nei giorni scorsi un gruppo di giovani che si occupano del settore, due ragazzi abruzzesi e uno di Bologna, hanno incontrato l’assessore all’urbanistica Alfonso Di Basilico per esporre un primo progetto.
Ad Atri mesi fa era stato avviato già un censimento di tutte le case coloniche sia di proprietà comunale sia di proprietà privata presenti in collina e nelle frazioni di Santa Margherita, Fontanelle, San Giacomo, Casoli e Treciminiere. Il risultato è che sono emerse 100 unità abitative abbandonate che potrebbero in questo modo essere rivalutate. Il progetto prevede la modalità del Co- housing con la stipula di un contratto in comodato d’uso decennale dell’immobile e successivamente la sua ristrutturazione. La cascina deve essere collocata in un area agricola ma vicino al centro abitato e ai servizi per poter fare rete con il territorio ed essere un punto di riferimento per la cittadinanza. Negli spazi comuni è prevista una cucina, biblioteca, foresteria, sala alimentari, officina e poi uno spazio a giardino per fare didattica all’aperto. Atri è stata scelta perché circondata da ampie aree agricole e perché vicino alle località balneari. L’assessore Di Basilico ha detto: «Il nostro patrimonio rurale diventerà un volano per l’economia considerando che le vecchie unità verranno riportate alle originarie destinazioni d’uso per ripristinare spazi dedicati alla riscoperta dell’artigianato locale . A Bologna per esempio una vecchia Asp è diventata un laboratorio per la creatività dei giovani».
Domenico Forcella
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