Attacco di cinque sindacalisti alla presidente Di Pasquale

22 Luglio 2016

TERAMO. Che la strada per una pacificazione interna dello Zooprofilattico sia ancora lunga lo testimonia un documento sindacale firmato da quattro rappresentanti del Fsi, sigla maggioritaria all’inter...

TERAMO. Che la strada per una pacificazione interna dello Zooprofilattico sia ancora lunga lo testimonia un documento sindacale firmato da quattro rappresentanti del Fsi, sigla maggioritaria all’interno dell’istituto, e da uno della Cgil, i quali parlano di «atteggiamento intimidatorio ed inqualificabile assunto dal presidente del cda, Manola Di Pasquale, nei confronti di un dipendente veterinario». Questo dipendente, con e-mail inviata a tutti i dipendenti il 7 luglio, aveva sostenuto l’illegittimità delle deliberazioni del cda per la presenza proprio di Manola Di Pasquale, a suo avviso fuorilegge nel ruolo perché non avrebbe "comprovata professionalità ed esperienza nel campo della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare".

Il giorno dopo, con nota inviata al direttore generale Mauro Mattioli e a tutto il personale, Di Pasquale si rammaricava e invitava Mattioli a valutare l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente, sostenendo che il suo comportamento poteva anche essere passibile di licenziamento. Di fatto, la direzione generale ha ritenuto di non avviare procedimenti disciplinari. Tuttavia cinque dei 12 componenti della Rsu, due settimane dopo il fatto, hanno diffuso una nota in cui sostengono che Manola Di Pasquale «minacciava personalmente il dipendente, in qualità di suo superiore, di licenziamento». Per i cinque sindacalisti il veterinario avrebbe solo espresso una propria opinione e Manola Di Pasquale avrebbe commesso nei suoi confronti un «abuso d’autorità» e un «atto intimidatorio».

Immediata e dura la replica di Manola Di Pasquale, che in una nota inviata agli organi di stampa sostiene che i sindacalisti «riferiscono fatti e circostanze non corrispondenti al vero così come non esistono atti intimidatori, minacce e abuso di autorità citati nel comunicato», invita i media a non pubblicare «detto comunicato offensivo e gravemente lesivo dell’immagine dell’Ente, dei suoi organismi e dei suoi dipendenti» e annuncia che «sarà portato all’attenzione delle autorità competenti» .(red.te)