Attacco Pd: «Case Ater, in città è tutto fermo» Ceci: «Bugie elettorali»

14 Febbraio 2023

Il consigliere Rapagnani chiede tempi certi per Colleatterrato La presidente: «Siamo pronti ad aprire molto presto nuovi cantieri»

TERAMO. «A sei anni e mezzo dal sisma i lavori sugli alloggi residenziali pubblici nel comune di Teramo sono fermi al capolinea e, mentre in altre realtà della provincia si aprono fortunatamente cantieri, nel capoluogo non si hanno al momento date o certezze sull’avvio degli attesi lavori». Comincia così una nota del consigliere comunale del Pd Paolo Rapagnani, già segretario di circolo dei Dem a Colleatterrato. Ed è proprio la ricostruzione pubblica degli alloggi Ater del popoloso quartiere che finisce nel mirino del consigliere, che la definisce «la situazione più grave a Teramo. Vi sono intere famiglie, anziani, e tante persone sole che sono state sradicate dal proprio contesto sociale e famigliare. Questa diaspora, con un calo di residenti, ha avuto ripercussioni anche per le attività commerciali». Rapagnani sostiene di aver «più volte sollecitato i vertici dell’Azienda territoriale edilizia residenziale affinché si affrontasse finalmente il “caso Teramo”. Mi sono battuto affinché venissero mantenute le promesse di far partire la manutenzione straordinaria delle parti comuni sugli edifici lesionati e il ripristino delle recinzioni di sicurezza, alcune delle quali divelte, di quegli edifici che per anni sono stati oggetto di furti, atti di sciacallaggio e vandalismo. Purtroppo però, ad oggi, le promesse sono rimaste tali». E ritiene «necessario un tavolo di concertazione urgente tra la Regione Abruzzo e i vertici dell’Ater affinché anche nel capoluogo partano al più presto dei cantieri, venga realizzato un cronoprogramma serrato degli interventi così da poter dare finalmente tempi certi a chi di tempo (e di pazienza) non ne ha più! Lo dobbiamo ai 700 teramani che ci chiedono solo di poter tornare in sicurezza alla propria vita».
La presidente dell’Ater Maria Ceci replica punto per punto. Innanzitutto lega l’uscita di Rapagnani alla campagna elettorale per le prossime comunali e ricorda «al forse distratto consigliere che nel suo contestare i “sei anni e mezzo passati dal terribile sisma”, dimentica che l’attuale consiglio di amministrazione governa da tre anni, così in realtà muove una formale accusa anche alla governance precedente che gli era, di certo, politicamente più vicina e nei confronti della quale non si ricordano sue iniziative di protesta». Ceci poi rivendica all’Ater il merito di aver aperto in provincia i cantieri di cui parla Rapagnani, nel contempo «acquistando nel comune di Teramo oltre 80 alloggi per la sistemazione delle famiglie colpite dal terremoto». La presidente definisce «semplicistico, scorretto e anche vagamente autolesionistico il segnalare il calo dei residenti nel comune di Teramo, che certo non può essere ricondotto ai ritardi della ricostruzione Ater, ma merita analisi più approfondite e anche politicamente più attente. Addirittura risibile, poi, è la segnalazione del consigliere Rapagnani sulla “mancata manutenzione delle aree comuni degli edifici lesionati”, così come sulla necessità di investire su opere di recinzione, in riferimento agli edifici che saranno molto presto interessati dai nuovi cantieri. In un momento nel quale ogni risorsa dell’Ater deve essere destinata al fine primo del consentire il rientro delle famiglie in case più sicure, quei lavori di manutenzione sulle prossime aree di cantiere», conclude Maria Ceci, «potrebbero essere considerati uno sperpero di denaro pubblico».(d.v.)
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