Attacco politico all’Asp 2 sulle forniture

L’opposizione: «Favoriti parenti della presidente». La replica: «Con quella ditta lavoriamo da anni»
ATRI. «Alla Asp 2 di Teramo siamo alla frutta!». Così esordiscono i consiglieri comunali e i direttivi atriani di Azione, Pd e Rinascimento Atriano in merito a un presunto conflitto d’interesse che riguarderebbe l’ente in merito all’approvvigionamento di alcune forniture alimentari. In una nota la minoranza accusa: «Ci sono due determine del responsabile dell’area tecnica che affidano la fornitura di prodotti ortofrutticoli alla “Palestini Srl” per l’anno in corso per un importo presunto di 11mila euro “a presentazione di regolari fatture”. Proprio la società che vede presidente e vice, rispettivamente lo zio e il padre del presidente della Asp 2 Giulia Palestini». L’opposizione rileva che tra le linee guida dell’ente pubblico si evidenzia come “l’affidamento diretto per lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 150mila euro e, comunque, per servizi e forniture nei limiti delle soglie di cui all’articolo 35, prevede la modalità di rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle verifiche sull'affidatario. Poi la stazione appaltante può ricorrere alla comparazione dei listini di mercato, di offerte precedenti per commesse identiche o analoghe o all’analisi dei prezzi praticati ad altre amministrazioni”. La nota dei partiti di minoranza continua, ironicamente: «Noi pensiamo che, dato il plateale infortunio, il tutto sia frutto di un equivoco. Il responsabile non sapeva sicuramente di assegnare una gara di appalto alla società dello zio e del padre del presidente dell’azienda; così anche il direttore Gabriele Astolfi e il vice, così come optiamo per l’inconsapevolezza della presidente Giulia Palestini». E concludono: «Vi è da revocare urgentemente le determine per autotutela».
Non è tardata ad arrivare la replica. In una nota la governance dell'Asp 2 di Teramo scrive: «È avvilente come, per motivi di ostilità politica, si arrivi a pensare di fare discriminazioni alla rovescia o epurazioni a colpi di penna a società qualificate che risultano tra i fornitori tra anni. Con riferimento al comunicato diffuso da alcuni esponenti della minoranza di Atri, si precisa quanto segue: le procedure dirigenziali di affidamento alla ditta, il cui importo è assai sotto soglia, sono avvenute nel rispetto della normativa in materia e senza intromissione alcuna dell’organo politico che, tra l’altro, si è insediato da meno di un anno. La ditta in questione figura insieme ad altre ditte tra i fornitori dell’ente da più di dieci anni e si è contraddistinta per affidabilità e qualità come tutte. Pertanto, al di là della polemica politica, non vi era ragione per cui l’ente dovesse rinunciare ad affidare il servizio al suddetto fornitore».(d.f.)

