Attentati contro chi abbatte i cinghiali

Atri, tavole con chiodi e pneumatici tagliati ai cacciatori incaricati dalla Provincia di ridurre il numero degli esemplari
ATRI. Le scorribande dei cinghiali stanno creando non pochi problemi in diversi territori. Uno dei più martoriati è quello di Atri, dove la polizia provinciale ha avviato un’operazione di contenimento con due squadre di selecontrollori, cioè di cacciatori autorizzati ad abbattere questo tipo di animali anche al di fuori della normale stagione di caccia.
Un’operazione che sta dando risultati, non a caso l’altro ieri sera è stato abbattuto un esemplare davvero enorme, dal peso di 185 chili, nelle vicinanza del Parco dei calanchi. Il super cinghiale è stato cacciato dalla squadra diretta da Luciano Savini e Pietro Ruggieri.
L’operazione, però, che avviene sotto stretto controllo della polizia provinciale, non è esente da rischi, anzi. I selecontrollori denunciano veri e propri attentati a loro indirizzati, ormai all’ordine del giorno. «Quest’operazione è stata avviata visto il proliferare dei cinghiali nella zona di Atri: sono animali che creano problemi all’agricoltura distruggendo le colture e rappresentano anche un pericolo per la popolazione», esordisce Luciano Savini, «Così la polizia provinciale ha autorizzato dei cacciatori esperti, abilitati a cacciare i cinghiali anche di notte, fino a mezzanotte. Si inizia all’imbrunire quando escono gli animali, che sono diventati molto furbi. Soprattutto la caccia con postazione fissa è molto efficace e non dà fastidio all’altra fauna selvatica, come abbiamo potuto rilevare. Ma alcuni residenti minano le zone che frequentiamo con tavolette di chiodi, a cui si aggiungono minacce, lancio sassi e spesso anche il taglio degli pneumatici delle nostre auto. L’obiettivo di costoro è ostacolare l’operazione di contenimento per esclusivo loro interesse, cioè vogliono cacciare loro i cinghiali. Tutte le sere abbiamo qualche problema».
I ritrovamenti di pericolose tavolette con lunghi chiodi sono molteplici e molti pneumatici delle automobili sono stati tagliati. Una situazione di cui è a conoscenza la polizia provinciale che spesso accompagna i gruppi di selecontrollori durante la caccia dei cinghiali, quasi tutte le sere.
«Ad Atri ci sono due gruppi che stanno operando benissimo, con buoni risultati e con molti abbattimenti, pur tra tante difficoltà», sottolinea Luciano Savini, che ringrazia la polizia provinciale per la disponibilità e l’assistenza.
Ma a questo punto non è affatto secondario il problema degli atti intimidatori. «Il problema è che vogliono cacciare solo loro durante il periodo di caccia aperta», sbotta il cacciatore, riferendosi a coloro che disseminano le zone di caccia di Atri di tavolette con i chiodi. (a.f.)
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