Attentato in pizzeria, s’indaga per strage

7 Febbraio 2020

La Procura apre un fascicolo per ora contro ignoti. Il locale riaperto da ieri, su Facebook raccolta fondi per aiutare i titolari

ROSETO DEGLI ABRUZZI. C’è la Procura che indaga per strage e ci sono i commercianti rosetani mobilitati in una gara di solidarietà che già da ieri sera ha permesso ai tre soci di riaprire la pizzeria inaugurata lo scorso novembre. Il giorno dopo l’esplosione della bomba carta davanti alla cucina di Anima Concept Pizza, nella zona nord, la cronaca racconta i primi passi dell’inchiesta aperta dal pm Stefano Giovagnoni e la ferrea volontà dei titolari di non fermarsi. Dalla loro parte la vicinanza di tanti negozianti, e non solo, che su Facebook hanno avviato una raccolta fondi per sostenerli e si sono messi subito a disposizione per aiutarli nella corsa contro il tempo fatta per cambiare infissi, porte e altro distrutti dalla violenta esplosione dell’altra notte. «Ringraziamo tutti», dicono i tre soci Luca Valle, Alfonso Palumbo e Alessandro Di Felice.
Il fascicolo aperto dalla Procura (per ora contro ignoti) ipotizza i reati di strage, detenzione di materiale esplodente e danneggiamento. Il reato di strage viene ipotizzato perché, secondo l’autorità giudiziaria, la violenta esplosione ha messo in pericolo i residenti degli appartamenti che si trovano nello stabile della pizzeria. La bomba carta è stata fatta esplodere davanti all’ingresso della cucina del locale che si trova sulla statale Adriatica. Ingentissimi i danni visto che l’esplosione ha danneggiato le vetrate di due ingressi, oltre ad un frigorifero che ha fatto da scudo ad altre componenti della cucina, evitando conseguenze peggiori. Parzialmente distrutte anche le persiane di un appartamento del piano superiore, oltre ad alcuni muri imbrattati a causa dello scoppio. L’esplosione, oltre a danneggiare le vetrate dei due ingressi del locale, ha parzialmente distrutto anche le persiane di un appartamento del piano superiore. Le telecamere del sistema di videosorveglianza hanno ripreso una figura che si allontana. I carabinieri, intervenuti sul posto con il comandante del reparto operativo provinciale Luigi Dellegrazie, escludono al momento una pista legata al racket o a richieste estorsive. L’attenzione sembra concentrarsi sull’ipotesi di una ritorsione legata all’ambiente commerciale. I tre titolari della pizzeria ai militari hanno detto di non aver mai ricevuto minacce. E in queste ore, proprio nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura, i carabinieri hanno già a iniziato ad ascoltare le prime persone informate sui fatti.
(ha collaborato
Piergiorgio Stacchiotti)
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