«Attenzione alla faglia della Laga»
Ha una grande energia attiva e minaccia la diga di Campotosto
CROGNALETO. Nel convegno "Il rischio sismico dell'alta valle del Vomano: la faglia dei Monti della Laga", sabato scorso nella sala polifunzionale del Comune di Nerito di Crognaleto geologi esperti di faglie hanno affrontato, alla presenza di Renzo Di Sabatino, presidente della Provincia di Teramo, e di alcuni sindaci dei paesi dell'alto Vomano, tra i quali il padrone di casa Giuseppe D'Alonzo, il problema della faglia dei Monti della Laga. Ciò che è emerso è che, secondo Alberto Pizzi del dipartimento di geologia dell’Università D'Annunzio di Chieti-Pescara, «questo tipo di faglia la cui diramazione potrebbe interessare proprio la diga del Rio Fucino del lago di Campotosto, merita studi approfonditi e grande attenzione» perchè, ha aggiunto Fabrizio Galadini, ricercatore Ingv, «pur non essendo stati rilevati precedenti storici al riguardo, ma precedenti geologici (milleanni fa circa si è registrata una magnitudo di 6.6) che attestano una grande potenza di energia attiva della faglia in oggetto, c'è il rischio della riattivazione della stessa con grande pericolo per tutti i paesi dell'Alto Vomano». Per questo, anche secondo Alessandro Venieri, geologo della Provincia di Teramo, e Leo Adamoli della Società geologica Italiana, c'è la necessità urgente, da parte dei Comuni interessati, di ottenere dagli enti sovraordinati la predisposizione di studi approfonditi e di piani di emergenza e protezione civile per questo problema della diga da non sottovalutare, in merito a rischi geologici, ma anche terroristici. (a.d.f.)
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