Attività bloccata, scontro imprenditore-Enel

Gentile: «La società sostiene che prima dovrei eseguire io dei lavori, ma non so quali»
NOTARESCO. Continua il botta e risposta tra l'Enel e l'imprenditore Giuseppe Gentile, titolare della ditta “Ecologia & Trasporti”, che ha dal Comune di Notaresco il permesso di costruire un’attività dall'8 ottobre 2019, ma ancora non può fare nulla per problemi con l'Enel e l'Anas.
Dopo le dichiarazioni di Gentile sull'Enel, la società ha risposto con una lettera precisando che i lavori di competenza dell’imprenditore non erano stati completati, e che dunque non è stato possibile effettuare l’intervento che compete alla società. Gentile però dice di non essere stato avvisato e, a tutt'oggi, non sa quali lavori dovrebbe eseguire. Questa la sua ricostruzione: «Il 31 dicembre 2020 l’Enel, a mia insaputa, ha installato un contatore per la fornitura temporanea su un’altra proprietà a distanza di oltre 400 metri e sull’altro lato della strada pubblica, e io non posso invadere la proprietà altrui per usufruire del contatore. La dimostrazione che io non ero a conoscenza dell’installazione del contatore è che la chiave della cassetta del contatore stesso è stata lasciata dagli operatori dell’Enel inserita nella serratura, dove tuttora giace incustodita». Gentile continua: «Dopo aver chiesto l’attivazione della fornitura permanente di energia elettrica il 24 ottobre 2019, stipulato il 29 ottobre con l’Enel il preliminare di compravendita del piccolo appezzamento di terreno per l’installazione della cabina di trasformazione occorrente per la fornitura richiesta e infine corrisposto la somma di 3.559,85 euro, a tutt’oggi l’Enel non ha ancora realizzato la cabina e non ha neppure delimitato l’area dove verrà installata».
Quanto ai lavori richiesti dall’Enel nella lettera, Gentile dice non sapere quali interventi eseguire. «Non posso realizzare neppure il vano in muratura per l’alloggio del contatore fino a quando l’Enel non realizzerà la cabina di trasformazione», dice, e accusa: «Sembra proprio che la lettera sia servita all’Enel per cercare di scaricare su di me le responsabilità del mancato allaccio della fornitura a distanza di oltre 15 mesi dalla richiesta. Auspico che l’Enel si preoccupi di utilizzare le proprie energie per procedere all’immediata realizzazione della cabina di trasformazione e all’attivazione della fornitura richiesta, piuttosto che cercare di giustificare il persistente ritardo che sta causando ingenti danni alla mia azienda».
Luca Venanzi
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