Aumentano le infezioni all’ospedale Mazzini

5 Dicembre 2017

Se ne parla nel convegno sui batteri resistenti agli antibiotici che si svolgerà domani

TERAMO. All'ospedale Mazzini di Teramo, nel triennio 2014-2016, sono aumentate le infezioni dovute a batteri, in alcuni casi resistenti agli antibiotici, come gli staffilococchi, gli enterobatteri e le klebsielle. I dati sono emersi dal tavolo di lavoro Earss che effettua un monitoraggio dell’antibiotico-resistenza a livello europeo. La presenza di questi batteri non solo provocherebbe complicazioni nelle patologie, arrivando nei casi più gravi fino alla morte, ma comporterebbe un aggravio di costi per la sanità. Per combattere il fenomeno diventa quindi essenziale l'aggiornamento sulle nuove terapie antibiotiche e in questa ottica nasce il convegno "Highlights in antibiotico terapia 2017" che si terrà domani a partire dalle 13 nell'aula convegni del Mazzini. L'iniziativa è organizzata dal direttore del reparto di malattie infettive Pierluigi Tarquini, che spiega: «Gli antibiotici stanno perdendo efficacia e le case farmaceutiche ne hanno prodotto sempre meno preferendo investire sulla cura di patologie croniche. È pur vero che entro il 2020 usciranno una decina di nuovi farmaci e seguiranno ulteriori antibiotici, ma saranno sottoposti a limitazioni ben precise, potranno essere prescritti solo da infettivologi. Il problema delle resistenze dei batteri agli antibiotici è dunque concreto e aumenterà negli anni. Secondo una pubblicazione scientifica si ritiene addirittura che nel 2050 le morti da infezioni, per germi resistenti agli antibiotici, supereranno quelle da cancro». Interviene in merito anche la responsabile del settore di microbiologia del laboratorio di patologia clinica Vittoria Fabbrizi, che fornisce i dati sull’ospedale cittadino. «Una buona pratica da seguire», suggerisce, «potrebbe essere l'esperienza di alcune regioni del Nord che hanno introdotto i tamponi di sorveglianza, che rilevano la presenza di germi e batteri, come esami pre-ricovero. Di certo per combattere queste infezioni, che possono essere contratte in ospedale, ma non solo, è necessario investire in risorse e personale. Conoscere cosa succede nei vari reparti ci permettererebbe inoltre di svolgere un'azione di prevenzione tra i pazienti a rischio».
Emanuela Michini
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