Aumentati da Legnini i contributi per riparare gli edifici lesionati

11 Settembre 2021

L’ordinanza è in vigore da ieri: viene concesso il più 6% sul residenziale e il più 11% sulle attività in attesa della revisione del prezzario. Varate altre agevolazioni per le imprese danneggiate

TERAMO. Sarà necessario, anzi inevitabile, adeguare il prezzario della ricostruzione post-sisma 2016: sono stati troppo pesanti, nei mesi scorsi, i rincari dei costi dei materiali edilizi. Intanto, però, aumenta il contributo di ricostruzione concesso ai cittadini per la riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto e arrivano nuove agevolazioni per le imprese. È in vigore da ieri l’ordinanza che il commissario straordinario per la ricostruzione del Centro Italia, Giovanni Legnini, aveva annunciato alcune settimane fa.
PIÙ CONTRIBUTI. «La ricostruzione nel Centro Italia, nonostante la pandemia, ha avuto nell’ultimo anno una forte accelerazione», spiega il commissario Legnini, «ma negli ultimi mesi sta scontando delle difficoltà, legate soprattutto all’aumento dei prezzi dei materiali. Non possiamo permetterci una nuova battuta d’arresto. Con l’ordinanza, in attesa di una revisione più puntuale del prezzario, abbiamo intanto deciso un incremento dei contributi del 6% per la riparazione delle abitazioni e dell’11% per il ripristino degli immobili produttivi, sulla base dell’indice Istat dei prezzi. L’aumento del contributo si applicherà anche ai cantieri già avviati, molti dei quali oggi si trovano in difficoltà». I ritocchi del 6% e dell’11% per gli immobili residenziali e produttivi si applicano al costo parametrico convenzionale (calcolato a metro quadro in base allo stato di danno), mentre per la sola edilizia residenziale si prevede un incremento del 6% delle voci del prezzario, in attesa di una sua revisione.
GLI ALTRI AIUTI. «L’ordinanza», aggiunge il commissario, «prevede diverse altre misure per favorire e sostenere le imprese del cratere che hanno subito danni con il terremoto e quelle che sono attive nella ricostruzione, anche con l’accelerazione dei pagamenti sulle lavorazioni eseguite, e ulteriori semplificazioni per i cittadini e i loro tecnici». Per tener conto delle difficoltà del mercato si prevede ad esempio la possibilità, per i proprietari e i loro tecnici, di indicare l’impresa incaricata dei lavori fino a due mesi dopo la concessione del contributo. Tra le misure a favore delle imprese, la semplificazione dei pagamenti spettanti alle imprese costruttrici sulla base degli stati di avanzamento che verranno asseverati dal direttore dei lavori, ma anche la possibilità di elevare al 50% la quota di lavori in subappalto e una revisione dei requisiti richiesti alle imprese per partecipare agli appalti, misure che puntano ad ampliare l’offerta degli operatori economici che operano sul mercato. Sempre per le imprese si prevedono nuove regole, più semplici, per il rimborso dei beni strumentali danneggiati dal sisma e per le delocalizzazioni che si rendono necessarie per effettuare i lavori di ripristino o ricostruzione degli immobili che le ospitano, mentre viene sospeso l’obbligo di demolizione delle strutture temporanee nel momento in cui viene riacquisita, dopo i lavori, l’agibilità degli immobili originari.
A CHI SPETTANO. Gli aumenti del contributo sono scattati da ieri per tutte le nuove domande, per quelle già presentate ma non ancora giunte alla conclusione del procedimento, e vengono riconosciuti anche per i cantieri già aperti, per le lavorazioni effettuate a partire dal primo gennaio di quest’anno, nella misura che sarà stabilita da un decreto del ministero delle Infrastrutture. Per le nuove domande i progettisti potranno infine scegliere di avvalersi, in alternativa al prezzario sisma maggiorato, del prezzario regionale di riferimento e, per le voci non contemplate, dei prezzari regionali delle altre regioni del cratere.
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