Aumento dei costi di tesoreria, a rischio i numeri di Brucchi
Potrebbero esserci 17 voti contrari, il sindaco chiede un parere legale e potrebbe ritirare il provvedimento
TERAMO. C’è fibrillazione nella maggioranza per la commissione bilancio convocata per domani in cui approderà, forse, la nuova convenzione che il Comune intende stipulare con Tercas per l’affidamento dei servizi di tesoreria. Un argomento che ha fatto insorgere il gruppo di “Teramo Soprattutto”, il quale ha anticipato che non voterà il provvedimento in consiglio. Le polemiche si sono accese sull’aggravio di costi per il Comune, visto che per Dodo Di Sabatino la proposta si traduce in un esborso di 300mila euro in più rispetto al passato.
Il sindaco però, alla luce dei malumori interni, potrebbe anche decidere di ritirare il provvedimento ed evitare una prova dei numeri in consiglio. I voti contrari potrebbero arrivare a 17, cioè la maggioranza assoluta, e il sindaco potrebbe rivelarsi “zoppo”. Conti alla mano i consiglieri di minoranza sono 12, poi ci sono i tre voti sicuramente contrari di Dodo Di Sabatino e dei suoi due consiglieri, e l’incognita di Raimondo Micheli e Domenico Sbraccia di Fratelli d’Italia. I due, dichiaratisi in minoranza, non hanno ufficializzato una posizione al prossimo consiglio anche se Sbraccia ha dichiarato chiaramente: «Voterò provvedimenti che riterrò utili alla città. Favori al sindaco non ne faccio. Si riempie la bocca di rispetto del suo programma, ma faccio un esempio su tutti: il guado di Carapollo. Doveva rimanere aperto sempre anche ai cittadini, invece è stato un inutile sperpero di soldi. Resta chiuso di notte e nei fine settimana». Un voto che potrebbe pesare tanto è inoltre quello di Domenico Narcisi, visto che in qualità di dipendente Tercas, potrebbe per motivi di opportunità o di statuto (ma lo stabilirà il segretario comunale) decidere di non partecipare al voto. Attesa c’è anche per la posizione dell’ipercritico Guido Campana, che ci tiene a rivendicare il suo ruolo di “bastian contrario costruttivo”, ma che su questa convenzione con la Tercas dichiara di voler capire: «Il Comune è già indebitato per 14 milioni di euro. Se davvero ci costa tanto la modifica degli oneri per il servizio di tesoreria, perché lasciare una situazione debitoria così pesante ai futuri amministratori?».
Il termometro dell’apprensione è salito anche sulla motivazione resa in un primo momento dal Comune circa il fatto che la modifica della convenzione con Tercas era imposta dalle norme sopraggiunte con il patto di stabilità. Per Dodo Di Sabatino così non è. «Una cattiva interpretazione della norma sarebbe grave. La modifica dei rapporti con la banca del territorio non era dovuta, visto che la vecchia convenzione era valida fino al 2017». Sul punto si è riservato di approfondire il sindaco, che ha chiesto in via riservata un parere lampo al legale Pietro Referza. Parere da cui probabilmente dipenderà l’opportunità o meno per Brucchi di far approdare o meno questa convenzione nel primo consiglio comunale del “Brucchi Ter”.
Marianna De Troia
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