Autistico resta senza trasporto Il mezzo non arriva più a casa
TERAMO. Da lunedì a venerdì Franco fa riabilitazione nell’ex centro iperbarico di Sant’Atto. Da un anno, però, il mezzo dell’Anffas non arriva più a Villa Ripa a prenderlo e non lo riporta più a casa....
TERAMO. Da lunedì a venerdì Franco fa riabilitazione nell’ex centro iperbarico di Sant’Atto. Da un anno, però, il mezzo dell’Anffas non arriva più a Villa Ripa a prenderlo e non lo riporta più a casa. Così i genitori ogni mattina lo portano alla Cona dove il mezzo lo aspetta e ogni sera lo vanno a riprendere a Sant’Atto. Franco è un ragazzo autistico di poco più di vent’anni e la sua storia racconta come il diritto alle cure sia una conquista ancora lontana nonostante nuove leggi. Perché per curarsi Franco può fare affidamento solo sui genitori, sulla sorella, sugli amici. «Follie logistiche», le difinisce il presidente di Autismo Abruzzo Franco Verzulli, «Franco ha diritto a un trasporto dedicato senza implicazioni che condizionino o limitino la famiglia e chiunque altro». Verzulli riassume così la vicenda: «Fino ad un anno fa il ragazzo veniva preso in consegna vicino alla sua abitazione di Villa Ripa. Poi è stato sottoposto a vari interventi per i denti e molto probabilmente, a causa dell’anestesia, in quei giorni è apparso più agitato. Per questo hanno detto che sul mezzo di trasporto può avere atteggiamenti particolari e quindi non ci sarebbero le condizioni necessarie per il trasporto».
E allora la famiglia resta sola a gestire la quotidianità, a fare salti mortali per garantire a Franco la sua terapia riabilitativa giornaliera. «Abbiamo avuto molti incontri anche con l’amministrazione comunale», continua Verzulli, «tutti hanno detto di essere disponibili a trovare delle soluzioni ma nei fatti la situazione non è cambiata. Il mezzo sotto casa di Franco non è più tornato e il diritto alla cura è garantito solo dalla disponibilità della famiglia».(d.p.)
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