Autobus urbani, in vista una rivoluzione

19 Maggio 2020

Con le misure anti-contagio dovranno cambiare orari e corse. Questionario del Comune per chiedere il parere degli utenti

TERAMO . Redigere un vero e proprio piano territoriale degli orari della città, rimodulando i tempi del trasporto pubblico locale e realizzando il coordinamento e l’amministrazione dei tempi e degli orari dei servizi pubblici, compresi gli uffici centrali e periferici delle amministrazioni pubbliche, gli esercizi commerciali e i pubblici esercizi, le attività di trasporto, quelle socio-sanitarie, di formazione e istruzione, culturali, sportive, turistiche e di spettacolo. È l’obiettivo dell'amministrazione comunale, che per affrontare la fase 2 ha realizzato un questionario rivolto a tutti gli utenti del trasporto pubblico locale con l'obiettivo di acquisire tutte le informazioni possibili del fabbisogno di mobilità sul territorio e arrivare prima a una mappatura e successivamente all'elaborazione del piano.
Un’attività nella quale saranno coinvolte tutte le parti sociali, dagli enti pubblici (compresi quelli regionali e provinciali) alle associazioni di categoria e sindacali, a cui l'amministrazione ha già inviato una lettera per chiederne la collaborazione anche in questa fase relativa alla compilazione del questionario. «Noi abbiamo una legge regionale, la numero 40 del 2005, che di fatto prevedeva proprio una programmazione dei tempi e degli orari delle città», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «per poter mettere a sistema la questione dei servizi pubblici con tutte le attività legate ai servizi e alla garanzia e allo svolgimento dei diritti dei cittadini, delle imprese. Questa legge di fatto non è mai stata attuata e oggi il Comune di Teramo parte con questa iniziativa in un momento decisivo per affrontare questa tematica e in cui siamo stati costretti a modificare abitudini e stili di vita». La necessità di trovare un punto di incontro tra gli orari del servizio di trasporto urbano e i tempi di vita dei cittadini, infatti, diventa fondamentale anche alla luce di una ripresa delle varie attività legata a tutta una serie di protocolli di sicurezza. «Nel 2019», dice l’assessore Maurizio Verna, «il trasporto pubblico locale a Teramo ha trasportato 1.755.185 persone con 221 corse giornaliere divise in dieci linee. Ci sono poi 308 corse della Tua che passano o arrivano a Teramo. Oggi la situazione è molto diversa rispetto al periodo pre-Covid. Se prima un autobus urbano trasportava 100 -110 persone, adesso ne può portare massimo 10-12. Quindi adesso dove passava un autobus ce ne dovrebbero passare dieci. Questo ovviamente non è possibile e quindi dobbiamo fare in modo di spalmare le attività che si svolgono nelle fasce orarie che vanno quelle dalle 7.30 alle 9, dalle 12.30 alle 14 e dalle 17 alle 18.30 nel maggior tempo possibile». Tradotto, vorrà dire, ad esempio, orari di ingresso e uscita differenziati e scaglionati in scuole e uffici. Il tema del trasporto pubblico locale è poi strettamente legato al dimensionamento e al chilometraggio assegnato dalla Regione ai Comuni. E oggi Teramo è la Cenerentola d'Abruzzo tra i capoluoghi di Provincia. «Teramo, che è il secondo Comune più esteso d’Abruzzo dopo L’Aquila», spiega Verna, «ha a disposizione 1.037.000 chilometri ogni anno. Chieti ne ha 1.600.000, L'Aquila 3.260.000 e Pescara 3.138.000 chilometri. Una situazione che crea una sproporzione abnorme che ricade sui cittadini».
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