Autodromo, costituito il comitato per il no

20 Maggio 2015

Montorio, i cittadini che si oppongono al progetto sono anche contrari alle modalità del referendum

MONTORIO. Entra nel vivo la campagna elettorale per il referendum sull’autodromo. A prendere posizione è il comitato per il no, con un manifesto che ne spiega le ragioni. «Movimenti, associazioni e cittadini che si oppongono alla costruzione di un autodromo in località San Mauro», si legge nel manifesto, «si uniscono in un unico “Comitato per il no”. Noi ci opponiamo ad una consultazione popolare priva di qualsiasi riferimento di quorum minimo di validità». Le modalità del referendum, secondo il comitato per il no, lasciano troppa discrezionalità all'amministrazione comunale che «potrebbe decidere di ritenere sostanzialmente espressivo di una maggioranza valida il referendum a seconda delle proprie inclinazioni e necessità».

Per questo, il comitato ha anche chiesto, in una lettera indirizzata al sindaco Gianni Di Centa, di indicare quale sarà l’affluenza minima di elettori entro la quale l’amministrazione riterrà il referendum valido. E poi ancora qual è lo scarto minimo tra l’una e l’altra opzione, entro il quale la decisione operata dal corpo elettorale verrà ritenuta vincolante. Il comitato ritiene quindi che il referendum «assume i toni di una farsa in danno di cittadini in buona fede e contribuenti (data la somma destinata all’espletamento del referendum). A che pro, pertanto, indire una consultazione popolare, se l'amministrazione potrà decidere, sempre e comunque, assumendosi la responsabilità politica?».

Per quanto riguarda il tema del referendum, il comitato si oppone a quello che definisce «enorme sacrificio ambientale e di consumo del suolo» e passa in rassegna i dati relativi ai vantaggi economici e occupazionali che non sarebbero sorretti da dati oggettivi. «Il piano economico, elaborato dalla società e depositato in Comune, prevede 34 posti di lavoro, in luogo dei circa 600 prospettati dalla società promotrice del progetto. Gli incassi calcolati sono su 250 ingressi al giorno ma il dato è opinabile e di parte». Il comitato, infine, non vuole affidare le sorti del territorio «a una società che non offre alcuna garanzia dal punto di vista della copertura economico-finanziaria del progetto. Nello schema di convenzione predisposto tra società promotrice e amministrazione pubblica si parla, inoltre, di “ripristino dei luoghi”, in caso di mancato compimento del progetto. Ma una volta “violentato” un territorio, in maniera così incisiva, sarà impossibile riportarlo allo splendore di un tempo».

Catia Di Luigi

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