Autodromo, grillini contro la curia

16 Febbraio 2016

Per i “Pentastellati Montorio 2.0” ha sbagliato a vendere i terreni per l’impianto

MONTORIO. Il gruppo dei Pentastellati Montorio 2.0 attacca l’istituto diocesano per il sostentamento del clero della curia vescovile di Teramo sulla questione dell’autodromo. La motivazione risiede nella cessione, avvenuta nel 2008, di una parte dei terreni destinati all’impianto, (17 ettari su 52 complessivi) di proprietà della curia alla società Autodromo del Gran Sasso.

«Un aspetto», sottolineano i Pentastellati in un comunicato, «su cui si è poco riflettuto, con strascichi legali relativi ad un ipotizzato mancato rispetto del diritto di prelazione di soggetti terzi». I grillini dunque vogliono sapere se la curia, nelle sue transazioni immobiliari, si comporta come un qualsiasi soggetto economico «attento solo all’aspetto speculativo e alla convenienza dell’affare o fa anche valutazioni etiche relative all’utilità morale?». E pongono altri interrogativi. «La curia è cosciente del fatto che la procedura espropriativa ha ricevuto un determinante impulso proprio da tale cessione?». E ancora: «Era a conoscenza, a suo tempo, di tutti i risvolti ambientali e sociali connessi all'opera a cui ha fornito il suo contributo attraverso la cessione dei terreni di sua proprietà? Ne è a conoscenza attualmente?».

I Pentastellati si richiamano all’enciclica di papa Francesco Laudato si’, che «si è occupato delle sofferenze del pianeta e dei suoi abitanti proponendo a tutti i cristiani una conversione ecologica non limitata esclusivamente al concetto della tutela dell'ambiente ma, anche e soprattutto, connessa all'aspetto dell’ecologia sociale che, preservando il pianeta, abbia premura di tutelare anche i soggetti socialmente più deboli».

Per i grillini l’autodromo è un’opera, oltre che altamente impattante, anche iniqua dal punto di vista sociale, poichè per favorire l'iniziativa di una società privata sarà necessaria una procedura di esproprio che coinvolgerà ben 60 nuclei familiari. «Papa Francesco», concludono, «chiede “azioni positive” in grado di mutare direzione in termini ambientali e sociali: il sostegno, diretto o indiretto, ad uno scempio ambientale che poggia su procedure amministrative intrise di ingiustizia sociale rappresenta un'azione “positiva” in senso inverso».

Catia Di Luigi

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