Autogestione negata e al liceo Einstein scatta l’occupazione

15 Dicembre 2015

Forma di protesta più soft da oggi al Pascal e all’artistico Venerdì cinque istituti potrebbero scendere in piazza

TERAMO. Scatta anche nelle scuole superiori teramane la protesta contro la cosiddetta “Buona scuola”, la legge 107 voluta dal governo di Matteo Renzi e approvata nel luglio scorso. Ieri un centinaio di studenti ha occupato il liceo scientifico Einstein dopo aver ricevuto dal dirigente scolastico il diniego a svolgere l’autogestione. E forse venerdì mattina i ragazzi dello scientifico, insieme a quelli di altre scuole, organizzeranno una manifestazione per le vie del centro.

Una dei rappresentanti degli studenti dell’Einstein, Sara Lucidoni, spiega come si è arrivati all’occupazione. «Noi in accordo con altre quattro scuole di Teramo – programmatori Pascal, geometri Forti, professionale Marino e artistico Montauti – abbiamo deciso di portare avanti una protesta contro la legge 107. Stamattina (ieri, ndr) abbiamo iniziato un sit-in insieme ai colleghi dell’Ipsia e abbiamo richiesto l’autogestione. In assenza del preside Rosario Di Luciano ci siamo rivolti alla vice preside Beniamina Paesani, che ce l’ha rifiutata. Poi abbiamo fatto per iscritto una richiesta formale al preside in cui spiegavamo i motivi per cui portavamo avanti la protesta. Il preside è rientrato, abbiamo avuto un colloquio con lui e ci ha detto che concedere l’autogestione era impossibile perché altrimenti avrebbe dovuto eliminare le assemblee d’istituto».

Intorno alle 13.30, dunque, l’Einstein è stato occupato. «Nel pomeriggio sono stati all’interno dell’istituto un centinaio di ragazzi», ha detto intorno alle 19 Sara Lucidoni, «mentre per la notte resteranno solo i maggiorenni, una quarantina. Non possiamo muoverci a piacimento per non far scattare gli allarmi, abbiamo una zona per noi e ci siamo organizzati con sacchi a pelo e coperte».

Com’è prassi in queste situazioni all’Einstein è intervenuta la Digos, che ha identificato gli occupanti e dato loro consigli su cosa si può fare e cosa no. E oggi cosa succederà? «Le lezioni», dice Sara Lucidoni, «si faranno o meno in base a quello che decide la singola classe, se la metà più uno degli alunni di una classe decide di fare lezione nessuno glielo impedirà. Le nostre previsioni? Solo due classi faranno lezione».

Quanto ai motivi della protesta, la rappresentante degli studenti li riassume sinteticamente così: «1) Comitato di valutazione dei docenti, siamo d’accordo che siano valutati ma non con queste modalità. 2) Ingresso nella scuola dei privati, che andrebbe a creare ancor di più scuole di serie A e B. 3) Preside-manager con ampi poteri, siamo contro. 4) Le ore di alternanza scuola-lavoro non retribuite: nei licei tolgono tempo allo studio, secondo noi andrebbero tolte».

E le altre scuole coinvolte nella protesta? «A Ipsia e geometri», riferisce Lucidoni, «la preside non ha concesso niente, artistico e Pascal dovrebbero cominciare domani (oggi, ndr) un’autogestione». (d.v.)

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