Autoporto, appello alla Regione: «Rischiamo di perdere imprese»

7 Agosto 2022

Il sindaco Nugnes chiede tempi brevi per la riconversione dell’area da agricola a industriale: «Subito dopo Ferragosto ne parleremo in un incontro urgente con il sottosegretario D’Annuntiis»

ROSETO. Il sindaco Mario Nugnes sollecita la Regione ad accelerare i tempi per riconvertire l’area dell’autoporto da agricola a industriale lo sviluppo industriale dell’autoporto ed evitare che le aziende rinuncino a insediarsi. «Ci siamo dati appuntamento subito dopo Ferragosto con il sottosegretario alla presidenza della Regione, Umberto D’Annuntiis», dice il sindaco, «per parlare di questo tema importante per la città e per lo sviluppo dell’uscita autostradale. Non si può più aspettare. Noi chiediamo sempre la gestione dell’autoporto, in modo che possiamo riuscire a fare un bando per l’insediamento di alcune aziende». Nella precedente amministrazione guidata da Sabatino Di Girolamo diverse aziende, tra le quali “Giaro componenti srl”, “Italtrasporti” e “Ambiente 2000”, hanno espresso l’intenzione di voler insediare le loro attività all’interno dei 9 ettari dell’autoporto, ma attualmente la zona risulta ancora agricola e la Regione Abruzzo, con una legge regionale, dovrebbe riconvertirla a zona produttiva.
L’autoporto di Roseto, infatti, è vicino al casello autostradale A14 , e mentre altre zone simili si sono sviluppate negli anni, questa è rimasta ferma. «C’è anche l’altro tema collegato delle Zes, le zone economiche speciali», aggiunge Nugnes, « che comprende ben 30 ettari dell’autoporto, e con queste le aziende possono ottenere agevolazioni fiscali». Nelle zone economiche speciali, infatti, le imprese, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti, possono usufruire di alcune agevolazioni come un credito d’imposta nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del 10 per cento per le grandi imprese, oltre ad agevolazioni sugli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie. C’è inoltre il discorso dei contenziosi tra il Comune e le aziende già insediate in parte della zona dell’autoporto.
Nel 2005, infatti, il Comune concesse dei lotti ad alcuni imprenditori per far insediare le loro attività e gli imprenditori pagarono una somma all’Ente che però, pochi anni più tardi, è risultata al di sotto del reale costo dell’esproprio.
Il Comune così ha dovuto pagare sei milioni, riconoscendo un debito fuori bilancio, e per il pareggio di bilancio è stato costretto a rivalersi sugli imprenditori. In questi anni, grazie ai soldi ancora non versati, i vari imprenditori hanno garantito posti di lavoro. Su questo l’attuale amministrazione sta cercando di trovare una soluzione bonaria per risolvere definitivamente la questione.
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