«Autoporto, dove sono le nuove aziende?»

17 Settembre 2017

Roseto, Ciancaione accusa il Comune per i ritardi. Voci sullo spostamento di alcune produzioni della Rolli

ROSETO. «Che fine hanno fatto ampliamenti e nuovi insediamenti nell’area autoporto?». Lo chiede la consigliera d’opposizione e capogruppo di Articolo 1 Rosaria Ciancaione, in un’interrogazione che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale. L’esponente della minoranza chiede di fare chiarezza sulle aree dell’autoporto sia riguardo ai tempi necessari per permettere il concreto insediamento delle aziende, dopo la legge regionale del 25 maggio 2017 sullo sblocco delle aree, sia per capire il livello di dialogo che l’amministrazione ha con la ditta Rolli per l’ampliamento dell’attività su Roseto. «Sono passati quattro mesi dalla conferenza stampa in cui l’amministrazione comunale comunicava l’avvenuto varo della legge regionale relativa allo sblocco delle aree dell’autoporto», dice Ciancaione, «annunciando che erano già interessate aziende all'insediamento e ampliamento di attività industriali, artigianali, commerciali, di servizi, stante la strategicità della zona posta a pochi metri dall'uscita dell’autostrada ma, a oggi, nulla si è mosso». Il problema dei nuovi insediamenti industriali è molto sentito dai cittadini rosetani data anche la crisi lavorativa. «Ci chiedono in molti», prosegue Ciancaione, «quando quelle aree saranno effettivamente fruibili, se ci sono ancora aziende interessate all'insediamento e se la ditta Rolli, vero grande polmone dell’economia rosetana, abbia ancora intenzione di ampliare e portare in quelle aree dell'autoporto una nuova linea produttiva con conseguente ricaduta occupazionale». Ciancaione si riferisce alla voce di uno spostamento di parte della lavorazione di alcuni reparti della ditta Rolli ad Alanno e in altre aree attrezzate della Regione. «Se ciò avvenisse andrebbe a discapito dell’espansione sul nostro territorio», precisa Ciancaione, «penalizzando tanti lavoratori disoccupati rosetani. Non è un problema da poco perché riguarda il lavoro e, quindi, il reddito di tante famiglie e la possibilità di programmare un minimo la vita per i giovani». Non si può pensare di risolvere il tutto facendo annunci che poi restano lettera morta, sostiene Ciancaione, «e magari le aziende cominciano davvero a guardarsi intorno per verificare territori più inclini ad accogliere nuovi insediamenti produttivi. E’ ora di fare chiarezza sui tempi necessari per sbloccare le aree dell’autoporto e sulle idee dell'amministrazione per favorire l’insediamento di attività».
Luca Venanzi
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