Autoporto, rischia di saltare l’insediamento delle imprese

25 Novembre 2020

Il sindaco di Roseto: «A San Salvo iter sbloccato e potrebbe arrivare Amazon, qui da noi è tutto fermo» Parte un appello alla Regione per velocizzare le pratiche del passaggio da zona agricola a industriale

ROSETO. Rischia di saltare definitivamente, o almeno fino a maggio 2021, l’insediamento di alcune aziende nell’autoporto di Roseto, auspicato tante volte dal sindaco Sabatino Di Girolamo.
Lunedì scorso, in occasione dell’inizio del drive in all’autoporto, il primo cittadino ha avuto modo di parlare con il consigliere regionale Tony Di Gianvittorio e di sollecitarlo affinché la Regione possa sbloccare la situazione di stallo che impedisce all’autoporto di trasformarsi da zona agricola a zona industriale. «Prima eravamo insieme a San Salvo, nella stessa situazione», dice il sindaco, «poi ci hanno separato. A San Salvo è stato sbloccato tutto, e si parla anche di un insediamento della Amazon a breve, mentre qui a Roseto siamo fermi al palo. Dall’insediamento della nuova giunta guidata dal presidente Marsilio la questione si è purtroppo bloccata. La giunta regionale precedente aveva definito tutto, ma secondo l’attuale giunta i termini non sono apparsi idonei e siamo tornati al punto di partenza».
Di contro la Zes (zona economica speciale) è cosa fatta visto che a inizio settembre è stato registrato alla Corte dei Conti il decreto che istituisce la zona economica speciale che garantisce per sette anni, prorogabili, incentivi in forma di credito d’imposta per le aziende già presenti nell’area beneficiaria o interessate a insediarsi. Nelle zone economiche speciali, infatti, le imprese che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale possono usufruire di alcune agevolazioni come un credito d’imposta nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del 10 per cento per le grandi imprese, oltre ad agevolazioni sugli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie. «È evidente che se la partita sull’autoporto rimane aperta», conclude Di Girolamo, «Roseto non potrebbe beneficiare in alcun modo dei vantaggi dell’istituzione della zes nella quale, appunto, l’autoporto è inserito».
Attualmente nell’autoporto, a ridosso dell’uscita dell’A14, collaudato nel 2002 ma mai entrato in funzione, ci sono da un lato alcune aziende e dall’altro una distesa di terreni in abbandono, a parte il centro di raccolta per i rifiuti ingombranti pronto da giugno ma ancora chiuso. Da tre anni ormai il sindaco parla di aziende che vorrebbero insediarsi nell’area di ben 9 ettari, ma allo stato attuale nulla è cambiato e, probabilmente, rischia di restare così per diversi anni, a meno che la Regione Abruzzo non prenda una decisione nel breve termine.
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