Autopsia sul velista deceduto in Croazia

Il racconto dei collaboratori: «Nei giorni precedenti si era sentito male e aveva fatto degli esami clinici»
GIULIANOVA. Nei giorni precedenti alla morte, il 46enne velista Andrea Patacca deceduto a Spalato molto probabilmente per un infarto si era sentito male più volte ed era stato sottoposto a degli accertamenti clinici. Lo testimonia un componente del team velico sambenedettese impegnato a Spalato nei campionati europei giovanili. Ma tutto era rientrato anche per le analisi eseguite: due tac ed esame del sangue da cui era risultato tutto regolare. Tanto che la sera precedente era stato anche a cena con gli allievi. Racconta un collega allenatore: «Eravamo in barca e Andrea ha accusato un mancamento tanto che mi ha confidato che aveva la sensazione che qualcosa gli stesse succedendo». Il magistrato di Spalato ha disposto l’autopsia e quindi la salma per il momento rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il Circolo Nautico Sambenedettese, dove Patacca svolgeva il ruolo di direttore sportivo, ha mosso tutte le proprie pedine al fine di consentire il rientro del feretro a Giulianova. La famiglia con la madre Teresa Tribuiani, la moglie Marialivia Bompadre e la sorella Ileana , strette nel dolore, attendono di poter organizzare i funerali. È stata incaricata un’impresa di pompe funebri per eseguire il trasporto dalla Croazia, ma occorrerà il nulla osta del magistrato competente e poi un particolare visto da parte dell’ambasciata a Fiume. Del caso, anche per sollecitazioni del presidente della Fiv Francesco Ettorre si è occupato il console italiano a Spalato Paola Cogliandro. (al.al.)
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