Autovelox a sorpresa, multe annullate

1 Settembre 2015

Basciano, il giudice di pace accoglie il ricorso di un cittadino: il cartello di avviso dell’apparecchio era troppo vicino

BASCIANO. I dubbi degli automobilisti sulla legittimità delle multe fatte con l’autovelox sulla statale 150 in territorio di Basciano erano fondati. Lo testimonia la sentenza del giudice di pace di Atri, Angela Speranza, che ha accolto il ricorso, volto all’annullamento dei verbali, presentato da Giuseppe Colonna che nell’aprile 2014 con l’auto della sua impresa, la “Colonna arredamenti” di Val Vomano, ha preso due multe con l’autovelox. Due multe da 178 euro ognuna per aver superato (di poco) il limite dei 50 chilometri orari vigente nel tratto di Statale 150 posto a pochi metri dall’uscita dell’A14 di Zampitti.

Per Colonna forse sarebbe stato più facile pagare: saldando subito ogni multa sarebbe scesa a 127 euro, ma «era una questione di principio». Infatti, come spiega nel ricorso, l'apparecchio «era posizionato ad appena 49 metri dal segnale di preavviso». E sebbene il codice della strada non fissi una distanza minima, fra i cartelli e l’autovelox stesso, stabilisce che è necessaria “una distanza adeguata” per dare il tempo all'automobilista di rendersi conto della situazione e poter rallentare gradualmente senza quindi creare situazioni di pericolo. I 49 metri, secondo Colonna, ma anche secondo tanti altri automobilisti che all’epoca protestarono contro il posizionamento dell’autovelox da parte dei vigili urbani di Basciano, erano troppo pochi e quindi fonte di pericolo. Non a caso la cosiddetta “direttiva Maroni” stabilisce per i centri abitati che la distanza minima è 80 metri.

Una eccezione accolta dal giudice che fa notare che i misuratori di velocità «hanno una finalità preventiva e non repressiva» per cui «la normativa vigente prescrive che tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, con l'impiego di cartelli o di· dispositivi di segnalazione luminosi». E il giudice rileva che le distanze minime sono indicate nel regolamento attuativo dell'articolo 39 del codice della strada: 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali, 150 sulle strade extraurbanesecondarie e urbane di scorrimento e 80 metri sulle altre strade. «Nel caso in esame i ricorrenti opponevano che il segnale era a una distanza di 50 metri dalla postazione di controllo. Al riguardo il Comune di B asciano nulla controdeduceva. Dalla normativa testè richiamata si evince che la distanza non possa essere ritenuta consona», scrive il giudice, per cui il ricorso è stato accolto.

A dire il vero Colonna faceva notare che il segnale era alla fine di una corsia di accelerazione (l’uscita dall’A24) e questo è vietato. Ma anche che l’autovelox era occultato dal guard rail e da una folta vegetazione. Di questo, peraltro, si sono lamentati anche molti altri automobilisti. Che fecero notare anche un’altra particolarità: originariamente il cartello di avviso dell’autovelox era parzialmente nascosto da un altro cartello con il limite di velocità, installato pochi metri prima, e da una folta vegetazione. Il problema del doppio cartello è stato poi risolto dal Comune mettendo entrambi su un unico palo.

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