Avi Coop, due giorni di sciopero

Controguerra, nuova protesta contro le dure condizioni di lavoro nell’azienda del gruppo Amadori
CONTROGUERRA. Alla fine, le lunghe trattative per migliorare le condizioni di lavoro del personale dell’Avi Coop (gruppo Amadori) di Controguerra che si sono succedute quest’inverno con assemblee aperte fra azienda, sindacati, lavoratori e amministrazione comunale hanno portato ad un nulla di fatto. Così, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil territoriali hanno proclamato due giorni di sciopero contro la mancata applicazione delle richieste avanzate indicendo otto ore di astensione dal lavoro venerdì e sabato.
«La protesta è stata determinata dalle condizioni di lavoro estremamente pesanti», recita la nota sindacale, «che negli anni hanno causato un altissima percentuale di malattie professionali e dal fatto che le giornate di lavoro continuano a diminuire. Alla richiesta delle organizzazioni sindacali e della Rsa aziendale di conoscere gli investimenti sul sito di Controguerra per invertire il trend del calo delle giornate non c’è stata risposta». I sindacati – che ricordano come Amadori intenda investire 36 milioni di euro nello stabilimento di Mosciano – chiedevano di rimodulare i carichi e i ritmi di lavoro e di aver riconosciute le pause all’interno dell’orario di lavoro, vedendosi riconosciuto il tempo per la vestizione e la svestizione (il personale deve effettuare cambi sterilizzati ad ogni pausa). Alle varie istanze, finora, l’azienda non ha dato le risposte attese. «Sindacati, Rsa e lavoratori ritengono inaccettabile che investimenti pubblici connessi alla All Coop di Mosciano arrechino danno a una stessa azienda del territorio, appunto la Avi Coop di Controguerra. Riteniamo che sei pause di 8 minuti generino ulteriore stress al personale costretto ai cambi di abbigliamento». Le sigle avevano chiesto che le pause rimodulate venissero pagate e incluse nell’orario di lavoro, di affrontare il calo di lavoro trasferendo personale alla All Coop, ma invano.
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