Avi Coop, si tratta sulle pause di lavoro

Controguerra, l’azienda vuole riconoscere 18 minuti all’interno dell’orario, i sindacati propongono 25
CONTROGUERRA. Una lunghissima trattativa sulle condizioni di lavoro all’Avi coop, aziende che a Controguerra si occupa per il gruppo Amadori del disosso dei semilavorati.
Si è tenuta ieri un riunione fiume di ieri fra Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, i rappresentanti dell’Avi Coop, i funzionari della Regione fra cui Pierluigi Babbicola ed il sindaco di Controguerra, Franco Carletta. «Si è discusso principalmente della questione legata al pagamento delle pause lavoro», spiega Carletta. «L’azienda si è riservata di valutare le proposte sindacali ed il tavolo è stato aggiornato. Confido nel buon esito perché davvero si converga verso la soluzione ottimale».
Molti dei 220 dipendenti sono impegnati nel disosso dei polli e quindi, alla lunga, sono esposti a patologie come sindrome del tunnel carpale e infiammazione alla spalla. Da qui la necessità, sottolineata dai sindacati, di effettuare delle pause. Richiesta condivisa dall’azienda che in base a uno studio ritiene siano necessarie sei pause: una da 15 minuti e le altre cinque da 8. Il problema è chi si fa carico del costo delle pause. Da una situazione in cui le pause erano a carico dei lavoratori l’obiettivo è arrivare a una suddivisione più equa. L’azienda ha proposto ieri di farsi carico di 18 minuti, comprensivi però anche del tempo della vestizione, che ammonta a 8-10 minuti. I sindacati, invece, ritengono congruo che l’azienda si faccia carico di 25 minuti. I sindacati però chiedono anche di cristallizzare l’indennità oraria precedentemente concessa dall’azienda. In ballo c’è anche un accordo per il pregresso riguardo ai tempi di vestizione. L’azienda ora dovrà verificare se è possibile andare oltre i 18 minuti.
Le parti hanno concordato di incontrarsi di nuovo il 28 marzo. (a.f.-a.d.p.)
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