Avvelena le piante del vicino di casa e finisce a processo

27 Agosto 2021

Un sessantenne indagato per danneggiamento aggravato La presenza della sostanza tossica accertata da una perizia

TERAMO. Le beghe tra vicini di casa (atti persecutori per il codice penale) ormai da anni riempiono le statistiche di forze dell’ordine e tribunali. Ascensori bloccati per dispetto, acqua giù dai balconi, volume del televisore altissimo nel cuore della notte, immondizia lasciata per le scale: nei fascicoli delle Procure c’è di tutto. Ma questo forse mancava: veleno sulle piante del dirimpettaio.
Un teramano di 60 anni è stato rinviato a giudizio con l’accusa di danneggiamento aggravato dopo che, secondo l’accusa, avrebbe messo delle sostanze tossiche nei vasi del vicino di casa. L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Marco Procaccini che, nell’ambito dell’udienza preliminare, ha disposto anche un accertamento tecnico sul terreno proprio per verificare la presenza di eventuali sostanze particolari. Così è emerso che effettivamente quel terreno aveva assorbito una sostanza tossica.
Tra i due da tempo non corre buon sangue e in più occasioni ci sono state denunce e contro denunce sempre per questioni legate al rapporto di vicinanza. Un rapporto che negli è anni è diventato sempre più difficile ed è sfociato in denunce per stalking.
L’ultimo episodio è quello legato alle piante dei vasi del terrazzo. Ora il vicino dovrà difendersi dalle accuse in un processo che inizierà a fine anno e in cui la parte lesa sarà parte civile.
Un caso, quello teramano, che ben racconta un fenomeno nazionale: basti pensare che in base ai dati dell’Anapic, l’associazione degli amministratori di condominio, sono due milioni le cause nate nei condomini e tuttora pendenti nei tribunali civili.
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