Avviata una terza inchiesta sulla banda dei bancomat esplosi

TERAMO. C’è stato un primo processo con dieci maxi condanne, c’è un secondo procedimento giudiziario con una udienza preliminare in programma a luglio e da poco c’è anche un terzo fascicolo con un...
TERAMO. C’è stato un primo processo con dieci maxi condanne, c’è un secondo procedimento giudiziario con una udienza preliminare in programma a luglio e da poco c’è anche un terzo fascicolo con un avviso di conclusione delle indagini. Si susseguono le indagini della Procura teramana sulla banda di rapinatori che negli anni scorsi ha messo a segno decine di colpi facendo esplodere bancomat.
Anche questa volta, ha ricostruito il pm al termine delle indagini delegate ai carabinieri, in azione banditi esperti nel maneggiare esplosivi, super veloci nell’arraffare i soldi e nella fuga spesso facilitata dai chiodi lanciati in strada per fermare gli inseguitori e tutti provenienti da Cerignola, Foggia e Orta Nova con alcuni basisti locali. L’accusa contestata a tutti è quella di furti, detenzione di materiale esplodente e danneggiamento in concorso. Un’associazione, così come la prima individuata, che sempre secondo la Procura – pur non appartenente a nessuna organizzazione criminale – aveva un modus operandi da malavita organizzata: non solo nelle gerarchie, ma anche nel sostenere le spese legali di chi viene arrestato e quelle di sopravvivenza dei familiari con una parte dei ricavi dai colpi.(d.p.)
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