Avvocati uccisi, nel libro c’è anche Masi

9 Aprile 2019

Il nome del legale di Nereto accanto a quello di Giorgio Ambrosoli nel volume “Tributo di toga”

NERETO. Ci sono nomi che non si dimenticano. Che sia quello di Giorgio Ambrosoli o di Libero Masi. Prima di tutto avvocati. A loro, e ad altri 33 legali uccisi in sessant’anni di storia italiana, l’Ordine degli avvocati di Roma ha dedicato la pubblicazione “Tributo di toga, le vittime nell’avvocatura dal 1948 al 2018”. Accanto al nome dell’avvocato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona ucciso l'11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dallo stesso Sindona, il volume ricorda anche la figura del 57enne legale di Nereto assassinato 14 anni fa nella sua abitazione insieme alla moglie Emanuela Chelli. Un delitto rimasto senza colpevoli. «Il passare degli anni non ha offuscato il ricordo dell’avvocato Masi, serio preparato e rispettato», si legge nel capitolo a lui dedicato, «l’onestà e la correttezza che caratterizzava anche il rapporto con gli altri colleghi fanno dell’avvocato Libero Masi un esempio di come la professione dovrebbe essere svolta, con amore e nel rispetto di tutti». Un rispetto, quello per gli altri, che l’avvocato Masi non dimenticava mai. Nelle aule di giustizia e fuori. Così come aveva imparato dal padre Luigi, storico avvocato e sindaco del paese, e così come lui ha trasmesso ai due figli Elvira ed Alessandro. «Dal padre Luigi», si legge ancora nella pubblicazione, «ha imparato ad amare la forza delle istituzioni che rispettava anche tramite il lavoro e la toga. La figura di avvocato che ha in mente è quella dell’uomo dotto, colto, amante della lettura, il giurista d’altri tempi, un avvocato dell’800 per il rispetto e l’educazione con cui si rapportava con tutti, soprattutto con i colleghi che lo ricordano anche per la sua discrezione».(d.p.)
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