Avvocato protesta: «Ritardi per le cure»

Il professionista accusa per l’assistenza domiciliare alla madre malata. La Asl: «Manca l’attivazione»
ROSETO. «Non è possibile che mia madre di 91 anni, malata gravemente, debba attendere più di 15 giorni per avere una flebo. Io magari ho la possibilità di contattare un infermiere privato, ma chi non ha questa possibilità?». A dirlo è l'avvocato Valterio Di Sabatino, che segnala problemi con l'Adi, il servizio di assistenza domiciliare integrata, per delle cure da fare a sua madre dopo la prescrizione del medico di base e che prevedevano delle analisi e delle flebo. «Io ho atteso qualche giorno», continua Di Sabatino, «ma poi il 4 ottobre ho inviato una comunicazione via pec all’Adi di Roseto sollecitando l’intervento, ma mi hanno risposto dopo dieci giorni dicendo che prima dovevano fare il prelievo e, poi, eventualmente le flebo».
Nella pec però Di Sabatino aveva precisato che sua madre aveva bisogno urgentemente delle flebo perché in «grave stato di disidratazione». Di Sabatino inoltre precisa che sua madre era stata ricoverata in ospedale ad aprile 2022. «In quell’occasione mia madre è stata iscritta d’ufficio alla Adi», aggiunge Di Sabatino, «e dunque ad oggi a me risulta ancora iscritta. Io ho avuto a che fare con l’Adi anche in passato e non ho mai avuto problemi, ma in questo caso credo ci sia stata carenza organizzativa». Valerio Profeta, direttore del dipartimento di assistenza territoriale della Asl di Teramo, nel merito della protesta precisa: «Se una persona ha bisogno di terapia infusionale a domicilio, il medico che la richiede deve fare contestualmente una richiesta di attivazione dell’Adi. Il medico dell’Adi dunque va a casa, verifica la congruità della richiesta e iniziano la terapia. Di solito il tutto avviene in giornata, e dunque a mio avviso il medico non ha fatto l’attivazione dell’Adi. È una procedura che va rispettata».(l.v.)
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