Azienda cambia pelle per sopravvivere

Emergenza virus, da souvenir a barriere in plexiglass per evitare il contagio
ISOLA DEL GRAN SASSO. La Caart di Isola del Gran Sasso ha iniziato a produrre barriere di protezione in plexiglass per gli esercizi pubblici. Un prodotto che rispetta a pieno le disposizioni del recente protocollo di regolamentazione codiv-19 negli ambienti di lavoro e che permette di mantenere il livello di sicurezza tra l’operatore e il cliente/utente. Una trasformazione di parte della produzione che consiste in tempi normali in articoli religiosi, souvenir e scatole di vino che si è resa necessaria per evitare il collasso di un’attività che vanta oltre sessantacinque anni di storia, due sedi – Isola e Colledara – una cinquantina di dipendenti e un volume di affari nei cinque continenti, ma che si è arenata nel momento in cui è iniziata l’emergenza coronavirus. Dall’inizio del contagio in Italia molte commesse sono state annullate, altre sospese a data indefinita, senza ricevere nuovi ordini. «Ci siamo dovuti reinventare per non fermare la produzione e non licenziare i dipendenti», spiega Romeo Lucci, titolare della Caart insieme ai fratelli Giancarlo e Ignazio. «Abbiamo riconvertito alcuni macchinari per tenere attiva parte dell’attività. Per noi che lavoriamo nel settore del turismo è tutto fermo e non sappiamo quando si sbloccherà questa situazione. Dall’estero ci hanno fatto persino le storie perché non volevano i pacchi dall’Italia nonostante fossero sanificati e allora ci siamo buttati in questa nuova avventura. Vogliamo andare avanti anche se è il momento più difficile perchè non vogliamo perdere la nostra azienda che è nata dai sacrifici e dal duro lavoro dei nostri genitori». I Lucci devono ripartire da zero in un settore non di propria competenza e dopo un incendio che la primavera scorsa ha danneggiato parte della sede di Colledara. «Non è facile ricominciare», continua Lucci, «ma i primi ordini stanno arrivando e ce la stiamo mettendo tutta nonostante le difficoltà come quella per reperire il plexiglass. Abbiamo già in cantiere un altro dispositivo di protezione». Ma ciò che chiedono per loro e per l'imprenditoria italiana è un aiuto da parte dello Stato: «Alle imprese occorre liquidità per pagare gli operai e proseguire l’attività. Non vogliamo soldi a fondo perduto, ma mutui agevolati da rimborsare nel tempo, altrimenti moriranno tutte». (a.d.fel.)
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