Azienda teramana vola in Russia con i semi per produrre foraggio

foto di Giampiero Marcocci

2 Febbraio 2026

Da piccola realtà di provincia, la Mediterranea Sementi Spa è diventata un colosso del settore. Con un fatturato da 50 milioni nel 2025 e 68 brevetti all’attivo, esporta prodotti in tutti i continenti

TERAMO. Ricerca, passione, serietà e una buona dose di follia. Perché «solo uno un po’ pazzo come me poteva fare una cosa del genere». Gabriele Cozzi parla così di sé e della sua Mediterranea Sementi Spa, azienda di Sant’Atto diventata in pochi anni leader nel settore delle sementi foraggere. Definirla un colosso non è un’esagerazione perché l’impresa di famiglia, nata negli anni’90 dai fratelli Gabriele e Pasquale Cozzi, ha saputo intercettare un segmento produttivo chiave nel settore delle sementi investendo in ricerca e macchinari come pochi hanno avuto l’intuito di fare. E l’escalation, da Teramo al mondo, è stata rapida ma «frutto di un lavoro costante, faticoso, ma sempre carico di entusiasmo», dice Gabriele Cozzi che della Mediterranea Sementi è l’amministratore unico. L’azienda si occupa di selezionare e commercializzare sementi foraggere: quelle, cioè, che diventano erba per gli animali da allevamento.

Per dirla in termini ancor più semplici, gli animali di mezzo mondo si alimentano grazie al foraggio nato da semi brevettati e commercializzati dall’azienda teramana. In quel “mezzo mondo” ci sono i Paesi europei, dove Cozzi ha iniziato ad esportare i suoi prodotti nei primi anni 2000, molti Paesi dell’Asia e più di recente la Russia. Un mercato, questo, particolarmente attento e rigoroso in termini di ingresso di merce estera e di certificazioni. Specie dopo le tensioni geopolitiche degli ultimi tempi. Ma «la grande qualità del made in Italy è riconosciuta ovunque nel mondo e questo ci permette, con un grande lavoro fatto soprattutto di ricerca e cura dei rapporti coi clienti, di essere oggi presenti con i nostri semi in tutti i continenti», dice l’imprenditore che da qualche anno è affiancato dal figlio Fiorenzo Cozzi, impegnato in attività di ricerca e sviluppo finalizzate al miglioramento della qualità dei prodotti in un mercato internazionale sempre più attento alle performance varietali, alle rese e alla capacità di adattamento ai diversi territori di coltivazione.

Un mercato esigente che è stato da ulteriore stimolo per l’azienda nell’implementare la ricerca, come dimostrano i 68 brevetti registrati (ognuno di essi rappresenta una varietà esclusiva di semi) e l’ottenimento delle registrazioni delle proprie varietà nelle liste ufficiali dei Ministeri competenti dei vari Paesi esteri. L’azienda, coi suoi 35mila metri quadrati di magazzino, oltre alla sede di Sant’Atto ne ha anche una in Emilia Romagna. I dipendenti sono 45 e «sono parte della famiglia», dice Cozzi che sta ampliando il sito teramano con l’obiettivo di realizzare anche moderni spazi per le pause relax degli operai.

«Siamo grandi, ma i miei figli, la nostra responsabile dell’amministrazione Sara Di Francesco e tutti i lavoratori, operano come si fa nelle famiglie», prosegue l’imprenditore. «Questo ci permette di crescere pur nella complessità di un settore molto rigido in termini di norme e certificazioni. Abbiano chiuso il 2025 con 50 milioni di fatturato, siamo riconosciuti come prima ditta in Italia nel proprio settore per tasso di crescita. A dimostrazione che anche da realtà territoriali spesso considerate periferiche, come l’Abruzzo, possono nascere aziende capaci di imporsi sui mercati internazionali». La Mediterranea Sementi, al pari di tante imprese piccole e grandi, si trova spesso a dover affrontare intoppi burocratici specie sul fronte fitosanitario. Ritardi e farraginosità della burocrazia si rivelano incompatibili con le esigenze di chi fa impresa: «Realtà come la nostra dovrebbero essere più valorizzate, anche favorendo procedure più snelle», conclude Cozzi.

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