Tragedia a Corropoli: prepara il suo funerale e si uccide in auto

Ex camionista di 61 anni prima va all’agenzia di pompe funebri per bara e cremazione, poi si spara vicino al magazzino. Il messaggio sul suo profilo social: «Grazie a tutti e scusatemi»
CORROPOLI. La telefonata all’agenzia di pompe funebri, quel messaggio «grazie a tutti e scusatemi» con un cuore rosso lasciato sul suo profilo social e poi il colpo di pistola alla testa. Marcello Petrini, che a giugno avrebbe compiuto 62 anni, se n’è andato programmando tutto. Una fine decisa con lucidità e il proiettile usato come unica risposta alla sofferenza che lo attanagliava, qualunque fosse la causa. Quel che sconcerta è il film della tragedia nel racconto di Andrea Prosperi, delle onoranze funebri La Gardenia di Corropoli. Lui e il socio Nino sono stati i primi a soccorrere Petrini anche se per lui non c’è stato nulla da fare.
La visita all’agenzia
di pompe funebri
Marcello Petrini, alcuni giorni fa, si era presentato proprio all’agenzia di onoranze funebri di Corropoli. «È venuto da noi dicendo che doveva vedere per una bara, la cremazione, tutto il necessario per i funerali di uno zio che stava male», racconta Prosperi, «tutto normale, all’apparenza, almeno per noi del servizio. Poi, questa mattina (ieri per chi legge ndr), Petrini chiama il mio socio al telefono per definire tutta la questione. Lui gli risponde di passare, se voleva, perché eravamo in sede. Petrini è stato diretto, a quel punto, dicendo che non c’era bisogno di andare e che la bara non era per suo zio, bensì per lui».
A questo punto fine delle comunicazioni. Un istante dopo, erano circa le 8.30, il colpo di pistola esploso e avvertito da tutto il quartiere della zona bivio di Corropoli, fra via Binni e via Pertini, dove l’uomo aveva posteggiato la sua vettura affiancandola alla recinzione di un’abitazione. Aveva lasciato il finestrino aperto. I soci della Gardenia, che si trova a poca distanza, hanno compreso subito. Sono usciti e si sono precipitati sul posto, a pochi metri dal loro magazzino. Nell’auto hanno trovato il corpo dell’uomo, residente a Tortoreto, molto conosciuto in zona anche per la sua giovialità e socialità.
LO sparo in auto
e i soccorsi immediati
Per l’uomo non c’è stato nulla da fare nonostante i soccorsi immediati dei titolari dell’agenzia di pompe funebri che hanno subito chiamato il 118. Petrini, ex camionista in pensione, padre e marito , si è sparato alla testa. L’arma era regolarmente detenuta per uso sportivo. Immediatamente, quelli delle onoranze funebri hanno chiamato carabinieri e ambulanza, sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco. La zona è stata interdetta al traffico per consentire alle forze dell’ordine di svolgere i primi accertamenti. Sul posto anche il pubblico ministero di turno, Enrica Medori. Non c’è voluto tanto per ricostruire l’accaduto, anche se per definire ogni passaggio la Procura ha disposto l’autopsia prevista martedì.
LE INDAGINI DISPOSTE
DALLA PROCURA
La telefonata alle onoranze funebri, il post su Facebook, la ricostruzione degli ultimi istanti di vita hanno reso da subito chiari i contorni della tragedia. E proprio nell’ambito degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria è stato disposto il sequestro del telefono cellulare dell’uomo per ulteriori verifiche. Da un primo accertamento dei carabinieri non sembra che l’uomo abbia lasciato lettere o messaggi. O almeno nulla è stato ritrovato nella vettura in cui l’uomo ha deciso di togliersi la vita con un colpo di pistola alla testa.
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