Aziende ancora in crisi, ma l’export tira

30 Giugno 2015

Diminuisce il numero delle imprese, in particolare quelle femminili e degli under 35. Cala ancora l’occupazione

TERAMO. Disoccupazione in crescita, tasso di sviluppo del sistema imprenditoriale negativo, mentre le uniche note positive arrivano dall’export. Sono questi alcuni dati emersi ieri mattina dal rapporto stilato dalla Camera di commercio di Teramo nella 13ª Giornata dell’economia. «Una novità di cui tener conto è la globalizzazione, questa interconnessione inevitabile e irrinunciabile tra ciò che accade in Abruzzo, in Italia e in Europa», ha commentato in apertura Giandomenico Di Sante, presidente della Camera di Commercio di Teramo. «Sono convinto che abbiamo gli strumenti adeguati per uscire dal ristagno». Nel 2014 la disoccupazione ha continuato a crescere nel Teramano, tornando ai livelli di 10 anni con un aumento dell’ +11% rispetto all’anno precedente, mentre il numero delle imprese ha fatto registrare un segno negativo, pari all’ 1,65% in meno, prodotto dalla perdita rispetto al 2013 di 652 aziende tra quelle registrate alla Camera di commercio.

Un trend positivo, invece, si riscontra nelle esportazioni provinciali, con +3,4%, ripetto all’anno scorso, una media superiore sia a quella abruzzese che a quella nazionale nel 2014, in particolare con un aumento delle vendite all’estero di prodotti alimentari (+5,4%), del sistema moda (+ 4,9%), della chimica e della gomma plastica (+7,7%).

«La provincia di Teramo, ad alta vocazione industriale, nel 2014 è ancora oggi al 17° posto su scala nazionale tra tutte le province d’Italia con il 33,3% di occupati nel settore industriale», ha spiegato l’economista Pino Mauro, «il settore industriale tiene in termini occupazionali perché dal 2008 al 2014 la cassa integrazione complessiva è aumentata del 779,5%». L’industria manifatturiera teramana (-1,9% di imprese registrate) è quella che ha risentito di meno nel 2014 della crisi economica, contro la variazione del -4,7% dell’edilizia, del -2.6% dell’agricoltura e del -2,3% del commercio. A subire un vero colpo sono state le imprese artigiane iscritte alla Camera di commercio, diminuite di 402 unità rispetto al 2013, con un tasso di mortalità salito al 10,5% contro un 6% di natalità. Anche le imprese femminili sono diminuite drasticamente, passando da 9.871 unità del 2013 a 8.940 di fine 2014, così come le imprese giovanili gestite da under 35, con un -4% rispetto allo scorso anno. «Per numero di occupati Teramo scende come l’Abruzzo, però il fatto negativo è che la caduta dell’occupazione è quasi doppia rispetto alla media nazionale», ha dettoancora Mauro, indicando una variazione percentuale tra il 2008 e il 2014 che vede Teramo con -6,5%, l’Abruzzo con -6,8% e l’Italia con -3,5%. In generale, nell’ultimo anno in provincia di Teramo gli occupati sono diminuiti da 117.900 a 114.600 mentre le persone in cerca di lavoro sono passate da 11.300 del 2013 a 14.100 nel 2014.

«E’ un’economia che soffre», ha detto illustrando i dati Salvatore Florimbi, vice segretario generale della Camera di commercio, «ma che però ha ancora delle solide fondamenta da cui ripartire. La crisi che dal 2008 sta attanagliando tutto il sistema imprenditoriale italiano, in provincia di Teramo in alcuni contesti ha delle acutizzazioni ancora più forti, dovute alla particolarità del nostro modello economico».

Chiara Di Giovannantonio

©RIPRODUZIONE RISERVATA