Aziende, cassa integrazione alle stelle

Il bilancio del presidente Zippilli appena rieletto: la cig straordinaria è aumentata del 164%, imprese in forte difficoltà
TERAMO. Cesare Zippilli riconfermato presidente di Confindustria Teramo. L’assemblea dei soci, mercoledì sera, gli ha dato fiducia per altri tre anni. Accanto a lui, sono stati letti tre vicepresidenti. E’ stato riconfermato Massimiliano Bolognesi (Gelco), sono stati eletti ex novo Claudio Lanna (Alfagomma) e Antonella Ballone (Baltour).
Momento di bilanci e programmi per il futuro, dunque, e il presidente accetta di fare il punto della situazione sullo stato dell’economia. «Lo stato di salute dell’economia provinciale non è diverso da quello dell’Italia», esordisce Zippilli che segnala come a livello Paese, «già nel quarto trimestre 2018 si era registrata una flessione della produzione industriale dello 0,5% con una ricaduta sul Pil a fine anno (-0,2%). Trend proseguito nel 2019 con una produzione industriale quasi piatta. A questo, aggiungiamo l’export fiacco».
Scendendo nel dettaglio, che cosa accade in provincia?
«Nel primo quadrimestre 2019 sono aumentate del 164,7% rispetto allo stesso periodo del 2018 le ore di Cig straordinaria che si riferisce, purtroppo, ad imprese in grandissima difficoltà o chiusure aziendali. Altro dato interessante riguarda la richiesta di prestiti da parte delle aziende. Infatti, nel primo semestre 2018 i prestiti richiesti al sistema bancario sono stati prevalentemente indirizzati in parte al sostegno del capitale circolante e in parte alla ristrutturazione delle posizioni debitorie pregresse. La domanda di credito per investimenti si è attenuata e questo non è un buon segnale. A giugno 2018 i depositi bancari di famiglie e imprese si sono incrementati di un punto percentuale (dall’1,4 del dicembre 2017 al 2,4 del giugno 2018), mentre i titoli a custodia sono diminuiti passando dal 3,2 del dicembre 2017 a -1,1 del giugno 2018. Questi dati, sostanzialmente, mettono in evidenza che l’economia teramana mostra segnali di stagnazione e di preoccupazione».
Vista la situazione, come guardano al futuro le imprese teramane?
«Abbiamo realizzato un’indagine tra le aziende associate per conoscere – oltre ai consueti dati – notizie sul clima aziendale. Sul versante occupazionale il 46% delle imprese prevede un aumento di organico per il 2019, il 32% ritiene che rimanga stabile, il 22% prevede una diminuzione. Una notazione particolare per i contratti a termine: il 49% degli intervistati ha dichiarato che per il 2019 non farà assunzioni a termine, il 51% ha dichiarato che ne farà, anche se in numero molto contenuto. Passando al fatturato, il 42% ha dichiarato di aver registrato per il 2018 un aumento, il 37,7% ha dichiarato una stabilità, mentre il 20,03% una diminuzione. Per il 2019 il 34,7% prevede un aumento di fatturato, il 41,3% stabilità, il 24% una diminuzione. Passando al clima aziendale abbiamo chiesto se c’è “preoccupazione, consapevolezza senza allarmismi o ottimismo”. Il 72% delle imprese ha dichiarato che c’è consapevolezza senza allarmismi, il 12% ha esternato preoccupazione, il 16% ha espresso ottimismo. Il clima di preoccupazione è stato espresso dalle imprese con meno di 50 addetti».
Innovazione, ricerca, risorse umane sono centrali nello sviluppo delle aziende. Ne sono tutti coscienti?
«Circa l’84% considera la crescita professionale dei dipendenti una risorsa per l’azienda, il 16% è di parere contrario. Anche in questo caso, la predominanza dei “si” è nella fascia dei 50 addetti e oltre. Abbiamo chiesto anche: “Da 1 a 10, in che misura il personale dipendente si sente apprezzato per il lavoro svolto e percepisce un riconoscimento adeguato?”. L’80% delle imprese (con oltre 100 addetti) ha dato un voto da 6 a 10, così come il 12% di quelle nella fascia 31/50 addetti e il 4% della fascia 1/30. Solo il 4% ha dato un voto da 1 a 5. Questa indagine non era mai stata realizzata e le risultanze sono state analizzate in un incontro con le imprese, alla presenza di uno psicologo. Vi hanno preso parte anche le organizzazioni sindacali: non è escluso che non si avvii una nuova stagione di relazioni industriali e questo, sicuramente, rappresenta una “innovazione”. Le posso dire che la nostra economia può ripartire nel segno della crescita solo se le imprese investono in ricerca e innovazione. Soprattutto devono fare rete e scoprire forme di collaborazioni innovative e diverse dal passato».
Presidente, che ne sarà della Camera di commercio?
«Non bisogna fare polemiche, né assumere delle posizioni di rottura, ma al contrario, dobbiamo avviare un dialogo serio e costruttivo con gli amici aquilani. In questa direzione va l’iniziativa intrapresa dalle associazioni datoriali che in fase di rinnovo dell’organo hanno siglato un apparentamento. È stato infatti firmato un documento per ribadire con forza che la sede di Teramo deve avere pari dignità della sede di L’Aquila. Auspico che i decreti attuativi della riforma possano prevedere – ci stiamo lavorando – una doppia sede legale nei casi di aggregazione».
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