Azioni ex Tercas, via al processo

11 Aprile 2017

Oggi la prima udienza: l’allora direttore generale Di Matteo e altri 27 accusati di truffa. Previsti 200 testi

TERAMO. Più di duecento testimoni, tra quelli citati da accusa e difesa, e 28 imputati: è nei numeri il processo teramano per la presunta truffa con le azioni ex Tercas della passata gestione. Processo su cui incombe il rischio della prescrizione.

Oggi è prevista la prima udienza davanti al giudice Flavio Conciatori, anche se potrebbe essere rinviata per l’adesione dei legali allo sciopero nazionale degli avvocati.

Il processo si apre in seguito ad una citazione diretta a giudizio firmata dal pm Enrica Medori (che ha eredidato il fascicolo dal pm Irene Scordamaglia da qualche mese in Cassazione). Gli imputati sono tutti accusati di truffa in concorso: l'ex direttore generale Antonio Di Matteo e diversi ex dirigenti, direttori di filiali e anche semplici impiegati, ai quali l'accusa contesta di aver venduto delle azioni facendole passare invece per cosiddetti pronto contro termine.

Secondo la Procura, ai clienti sarebbero state vendute azioni ex Tercas spacciandole per investimenti a un anno con un rendimento garantito. I fatti contestati risalgono al 2011, prima del commissariamento della banca avvenuta nel 2012, con l'inchiesta partita dalle denunce presentate da alcuni risparmiatori che lamentavano di essersi ritrovati con niente. Inizialmente il pm Scordamaglia aveva iscritto nel registro degli indagati anche l'ex presidente Lino Nisii, la cui posizione era stata successivamente stralciata insieme a quella degli allora capi area Lino Pompei, Antonio Brighitta e Franco Bovara. Per tutti il pm aveva fatto una richiesta di archiviazione che qualche mese fa è stata accolta dal giudice Roberto Veneziano. Le parti offese, ovvero i risparmiatori che hanno denunciato di essere stati truffati, sono 23, tutti residenti in provincia di Teramo (la maggior parte residente tra Giulianova, Roseto e Mosciano). Oggi si conoscerà il numero delle parti civili visto che in apertura di dibattimento i risparmiatori che hanno denunciato di essere stati truffati potranno costituirsi. Va detto che in questo periodo in molti hanno raggiunto degli accordi per ottenere dei risarcimenti e quindi potrebbero aver deciso di uscire dal processo penale.(d.p.)

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