Azioni Tercas, Nisii: «Io non c’entro»

4 Novembre 2015

L’ex presidente interviene dopo l’inchiesta sui titoli venduti ai risparmiatori come “pronti contro termine”

TERAMO. E’ l’uomo di legge Nisii che scrive: «Mi piace pensare che l’avviso di conclusione delle indagini sia ispirato ai principi di garantismo per consentire all’interessato di intervenire una volta che abbia a disposizione tutti gli atti processuali e poter offrire quindi, al magistrato un rilevante contributo per consentire scelte di giustizia».

Il giorno dopo la notizia della nuova bufera giudiziaria sugli ex vertici Tercas per l’inchiesta sui prodotti finanziari “pronti contro termine” che nel 2011 – secondo l’accusa della procura teramana – sarebbero stati venduti ai clienti coprendo la vendita di azioni, l’ex presidente e avvocato Lino Nisii, che è tra i 20 indagati per truffa, si dichiara estraneo ai fatti contestati. «Va constatato, innanzitutto, che il processo mediatico è stato già celebrato con danni incommensurabili all’immagine e alla storia delle persone», scrive Nisii nella nota, «per quanto mi riguarda ho ragione di ritenere che la mia assoluta estraneità alla vicenda, che già emerge dalle indagini espletate, sarà affermata con grande chiarezza».

Nisii è indagato insieme all’ex direttore generale Antonio Di Matteo e 18 dipendenti. Di Matteo, in questo caso assistito dall’avvocato Gianni Falconi, all’esito della valutazione degli atti contenuti nel fascicolo deciderà se chiedere di essere ascoltato dal magistrato o presentare memoria scritta.

Secondo l’accusa del pm Irene Scordamaglia ognuno degli indagati, nelle proprie rispettive funzioni, avrebbe promosso la sottoscrizione da parte dei clienti di prodotti venduti come investimenti ad un anno con un rendimento garantito e che invece si sarebbero poi rivelati come titoli azionari e quindi ad alto rischio. Dopo il commissariamento della banca, avvenuta nel 2012, c’è stata la sospensione del titolo e quindi le azioni non potevano essere nè vendute nè comprate. L’inchiesta della procura, che dopo l’avviso di conclusione delle indagini si avvia verso la richiesta di un processo, riunisce dieci denunce presentate da altrettanti risparmiatori che si sono sentiti truffati per aver comprato un prodotto diverso da quello che gli era stato prospettato. Nei mesi scorsi sull’argomento dei “pronti contro termine”, questione già sollevata subito dopo il crac da numerosi risparmiatori, c’è stata una sentenza del giudice civile del tribunale di Teramo Mauro Pacifico” che ha respinto la richiesta di risarcimento presentata da un risparmiatore. Secondo il giudice, così è scritto nella sentenza, «non è stato in alcun modo dimostrato che la Tercas abbia falsamente prospettato ad essa attrice (il cliente ndr)che il contratto intercorso aveva ad oggetto obbligazioni e non, come nella realtà, azioni».(d.p.)

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