Badante a processo, in aula nuovi testi

La donna accusata di aver maltrattato l’anziana di cui si occupava, i familiari della 92enne parte civile
TERAMO. Lei, che all’epoca dei fatti aveva 92 anni, non c’è più. Ma a chiedere giustizia nel suo nome ci sono i familiari (le sorelle e un nipote) che si sono costituiti parte civile nel processo in cui è imputata la 58enne marocchina Zahra Bourhila, la badante dell’anziana accusata di averla picchiata e maltrattata. L’anziana era affetta da demenza senile e , di conseguenza, non era in grado di raccontare nulla né di chiedere aiuto.
Nella nuova udienza del processo in corso davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori sono stati sentiti alcuni carabinieri delegati alle indagini che furono portate avanti grazie alle telecamere installate nell’abitazione dell’anziana.
E proprio le immagini riprese dalla telecamera avevano incastrato la badante, che nel 2018 venne arrestata (e successivamente scarcerata). Secondo l’accusa, in particolare la 58enne, assunta come colf e badante della donna dal 2014, l’avrebbe maltrattata, così si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, «ponendo in essere abitualmente nei confronti della stessa vittima vessazioni di ordine fisico e morale e psicologico» come si legge nel capo di imputazione. Violenze e maltrattamenti consistiti, secondo l’accusa, in sputi sul viso, lancio di oggetti, colpi sul viso con la scopa. Ma non solo. Perché la badante avrebbe più volte schiaffeggiato l’anziana, minacciando di colpirla ancora se non fosse rimasta zitta, oltre ad afferrarla con forza alle gambe e a tirarle insistentemente pizzicotti. Violenze che avevano reso un inferno la vita della 92enne. Il processo è stato aggiornato al 22 novembre per l’audizione di nuovi testi sempre della Pubblica accusa.
La donna è difesa dall’avvocato Odette Frattarelli. I familiari dell’anziana sono rappresentati dall’avvocato Gianni Falconi.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

