Badante a processo per aver raggirato l’anziano assistito

12 Febbraio 2020

L’accusa è circonvenzione d’incapace: lo avrebbe indotto a cederle un piccolo appartamento in comodato gratuito 

GIULIANOVA. Sarà il processo ad accertare la verità giudiziaria. Per ora è un’accusa di circonvenzione d’incapace quella da cui deve difendersi una 50enne donna bulgara residente a Giulianova imputata nel procedimento in corso davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori e che ieri ha visto lo svolgimento di un’altra udienza con l’audizione di alcuni testi.
Secondo l’accusa la donna avrebbe indotto l’uomo a sottoscrivere contratti di comodato gratuito per un piccolo appartamento e, si legge nel capo d’imputazione, «sottoscrizioni di beni vari di cui la parte offesa non aveva alcun bisogno». Il riferimento è ad alcune enciclopedie. La donna ha sempre respinto ogni accusa sostenendo che in cambio del comodato gratuito per l’alloggio avrebbe svolto pulizie nell’abitazione dell’uomo. Di diverso avviso la Procura che nell’imputazione coatta (cioè disposta da un gip che ha respinto la richiesta di archiviazione) scrive: «al fine di procurare a sè un profitto, abusando dello stato di deficienza consistita in un diagnosticato decadimento cognitivo con disorientamento da parte della parte offesa lo induceva a compiere atti rilevanti per lui dannosi».
Attualmente l’uomo ha un amministratore di sostegno e la donna ha lasciato l’alloggio concesso in comodato gratuito. Il provvedimento giudiziario è scattato dopo la denuncia presentata da un familiare dell’uomo. Nella prossima udienza, che si svolgerà nel mese di novembre, sarà chiamato come teste il medico curante dell’uomo che dovrà riferire sulle condizioni di salute all’epoca dei fatti contestati che risalgono tra il 2016 e il 2017.(d.p.)
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