Bagno di folla al Comunale per Di Maio e Di Battista

Il candidato presidente Sara Marcozzi lancia un “piano Marshall” per il lavoro Di Maio: «Domenica vi giocherete la sanità per i prossimi 5 anni. Scegliete Sara»
TERAMO. In un cineteatro comunale gremito di persone il vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio e il volto simbolo dei cinque stelle Alessandro Di Battista, arrivati a Teramo per sostenere la candidatura a presidente della Regione di Sara Marcozzi sono stati accolti da un tifo da stadio.
A scaldare gli animi, una volta salito sul palco, è stato Di Battista, che ha rivendica i provvedimenti «promessi ed approvati», dal reddito di cittadinanza a quota cento fino al Daspo ai corrotti, ironizzato su Renzi e lanciato il sogno di una Regione a cinque stelle. «Sarebbe bello avere una Regione amministrata solo dai cinque stelle», dice rivolto alla platea, «Sara Marcozzi può diventare la prima presidente donna di una Regione amministrata dal movimento. In questi giorni quello che dobbiamo fare è spiegare quello che abbiamo fatto e come i cittadini possono accedere ai servizi che sono diventati realtà».
A raccogliere il testimone, dopo l’intervento di Di Battista, il candidato presidente Sara Marcozzi, che ha puntato il dito contro un governo regionale che in cinque anni «ha fatto solo promesse». Sul palco Marcozzi ha snocciolato numeri e dati. «In cinque anni abbiamo avuto 30mila disoccupati in più e 4mila imprese in meno grazie al governo di quelli bravi, oltre a 10mila frane attive», ha detto la candidata del M5S, «noi consiglieri dei cinque stelle, grazie al taglio degli stipendi, abbiamo creato un fondo di garanzia per il microcredito alle piccole imprese, acquistato 4 ambulanze ed una turbina spazzaneva». Poi le proposte per l’Abruzzo. «Tra i punti cardine del nostro programma c’è un piano Marshall per il lavoro per rilanciare l’occupazione. Bisogna puntare su una nuova programmazione dei fondi europei, fondi che vanno indirizzati verso il lavoro con il credito alle imprese».
A chiudere l’incontro teramano il ministro Di Maio, salutato con un’ovazione dalla platea. «Il 10 febbraio, scegliendo il vostro candidato presidente», ha detto Di Maio, «vi giocherete la vostra sanità per i prossimi cinque anni. La politica non deve più nominare i vertici della Asl. Noi faremo la nostra battaglia, che abbiamo già cominciato, ma ci vorrà tempo. Se eleggerete Sara, il giorno dopo comincerà a cacciare a calci nel sedere tutti i raccomandati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

