Ballone: «Territorio da tutelare»

La presidente della Camera di commercio dopo la decisione di vendere la Gst
TERAMO. «Le azioni che la Camera di Commercio metterà in atto nella vicenda della Gran Sasso Teramano sono e saranno sempre ispirate alla tutela dello sviluppo turistico del comprensorio montano». Queste le parole della presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d'Italia Antonella Ballone all’indomani dell’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano(Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva nella quale si è arrivati alla decisione di emanare un bando di gara pubblico per la dismissione della società che, con un milione e 300mila euro di debiti, rischia il fallimento. Una decisione votata dalla stessa Camera di Commercio, socia della Gst, insieme all’approvazione del bilancio che ha certificato l’ingente situazione debitoria. Sul futuro della società, la Ballone, presente alla seduta, ha sollecitato «il liquidatore ad avviare rapidamente una procedura di evidenza pubblica per la cessione degli asset aziendali per tutelare le posizioni dei vari stake holders pubblici e privati». Sulle 48 ore che la Provincia, che con il suo 51% è socio di maggioranza della Gst, si è riservata per valutare una eventuale ricapitalizzazione della società, la Camera di Commercio, sempre per bocca della presidente «si è resa disponibile a esaminare eventuali proposte alternative». Sulla decisione di vendere la Gran Sasso si sono spaccati i soci. Hanno votato contro l’amministrazione comunale di Fano Adriano e le sue amministrazioni degli usi civici. «Obiettivo della fase di liquidazione», ha detto il liquidatore Gabriele Di Natale, «è quello di tutelare i creditori con il saldo dei debiti della società».(a.d.fel.)
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