Bambina morta, assolta la pediatra

8 Aprile 2017

Il caso di Maria Teresa Nallira stroncata da una leucemia nove anni fa: i giudici d’appello ribaltano il giudizio del tribunale

TERAMO. La giornata che obbliga al ricordo inizia e finisce in un’aula di tribunale. Nei tempi dilatati all’infinito delle storie giudiziarie in moto su strade parallele che si sfiorano e confliggono negli epiloghi, il caso della piccola Maria Teresa Nallira resta una vertigine indicibile di dolore e rabbia. Nove anni dopo la morte della bambina di Montorio stroncata da una leucemia fulminante non diagnosticata e sette anni dopo la condanna in primo grado della pediatra Mariangela Ferrari, la corte d’appello dell’Aquila ribalta la sentenza di primo grado e assolve il medico dall’accusa di omicidio colposo con la formula più ampia del fatto non sussiste. In primo grado la pediatra (assistita dall’avvocato Marco Femminella) era stata condannata ad un anno e quattro mesi per omicidio colposo e ad un anno per falso materiale e ideologico per aver manomesso la cartella clinica della piccola. Sul falso i giudici d’appello hanno disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Una sentenza arrivata dopo la perizia disposta dai giudici (collegio presieduto da Luigi Catelli, a latere Aldo Manfredi e Carla De Matteis) e che ha escluso ogni responsabilità medica. Ora l’ultima parola spetta alla Cassazione. Ma in un garbuglio formale di fascicoli e perizie mediche resta il dolore e l’amarezza dei familiari passati da un procedimento penale all’altro all’altro per chiedere di conoscere la verità sulla morte di una bambina di sei anni. Dice l’avvocato Vincenzo Di Gialluca, legale dei genitori: «In otto anni ci sono state tre perizie mediche con esiti diversi e questo non fa che disorientare il cittadino. Ora andremo a chiedere giustizia in Cassazione». Maria Teresa il 26 febbraio del 2008 accusò un forte mal di pancia e sonnolenza. Venne portata all'ospedale di Teramo. I medici la rimandarono a casa sospettando un virus intestinale. Le sue condizioni non migliorarono e due giorni dopo i genitori la riportarono in ospedale. La bimba venne nuovamente visitata in pediatria e dimessa con la stessa diagnosi. Ma le sue condizioni peggiorarono. Il giorno dopo i genitori la riportarono in ospedale e la bimba venne ricoverata. Solo nel tardo pomeriggio venne fatto il primo prelievo di sangue che evidenziò valori altissimi di globuli bianchi. Venne trasferita d'urgenza a Pescara dove morì il 6 marzo. La causa civile riprenderà nel 2019. Allora saranno undici anni senza Maria Teresa.

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