Bambina morta: per i consulenti non si poteva salvare

23 Gennaio 2015

SANT’EGIDIO. Per i consulenti della procura non c’è certezza che la bimba potesse salvarsi nemmeno se fossero stati fatti tempestivamente gli esami diagnostici per evidenziare il volvolo intestinale...

SANT’EGIDIO. Per i consulenti della procura non c’è certezza che la bimba potesse salvarsi nemmeno se fossero stati fatti tempestivamente gli esami diagnostici per evidenziare il volvolo intestinale che causò il decesso della piccola Francesca Sophia Marcozzi. I consulenti della procura di Ascoli hanno concluso così anche la seconda perizia disposta dalla magistratura sul caso della bambina di Sant'Egidio alla Vibrata morta a 16 mesi il 30 giugno del 2012 all'ospedale Mazzoni di Ascoli. L'inchiesta era stata archiviata nel 2013 dopo che i periti del pm non avevano ravvisato nesso causale fra la condotta dei medici e la morte della piccina. Il gip Giuliana Filippello, su richiesta del pm Cinzia Piccioni, l'ha riaperta nel 2014 a seguito dell'opposizione della famiglia Marcozzi che ha depositato una perizia in base alla quale «in caso di diagnosi tempestiva di volvolo intestinale si sarebbe potuto e dovuto intervenire chirurgicamente con successo». In considerazione di quanto emerso il pm Piccioni ha chiesto ulteriori chiarimenti ai propri consulenti. Ora il magistrato farà le sue conclusioni , anche tenendo conto della consulenza depositata dai familiari della piccola.